Coldiretti: in Calabria i cinghiali ormai dimorano con pecore ed agnelli

“I danni da cinghiali nella nostra regione ormai non si contano più. Nel corollario delle scorribande i cinghiali non si sono fatti mancare niente: coltivazioni rasate al suolo, recinzioni abbattute, incidenti stradali, pericolo per i cittadini, immondizia rovesciata, bagno nel mare, problemi sanitari e chi più ne ha ne metta. L’ultimo caso, come si vede nel filmato allegato , è davvero emblematico di una situazione non più tollerabile”. Lo sostiene Coldiretti Calabria che ha diramato un video realizzato in Calabria in cui si vede un cinghiale che “dimora insieme a pecore e agnelli. Una ulteriore conferma del loro proliferare e che ormai sono diventati animali domestici”, aggiunge Coldiretti.

“Dalla Regione però si fa poco o nulla”, commenta il presidente dell’organizzazione degli agricoltori, Pietro Molinaro. “Forse si aspetta qualche cinghiale che faccia una scorribanda alla Cittadella? Chissà che non accada”. “Contenere la presenza dei cinghiali rientra nelle competenze della Regione”, ricorda Molinaro, sollecitando “un immediato e virtuoso percorso” come prevede la legge regionale in materia di tutela e gestione della fauna selvatica ed organizzazione del territorio. “La prima cosa da fare è uno stralcio al Piano faunistico venatorio per ridelimitare le zone non vocate che in questi anni si sono, in modo abnorme, allargate”.

Il presidente di Coldiretti Calabria insiste sulla necessità di “delimitare la presenza dei cinghiali per densità agro-silvo-forestale sostenibile, che deve intendersi quale massima densità raggiungibile dalla popolazione di cinghiali, per fare in modo che in queste aree non ci siano scompensi dovuti all’eccessiva presenza sul territorio. Gli agricoltori e i cittadini sono davvero sconfortati – aggiunge e conclude Molinaro – tant’è che, anche per la farraginosità e i costi degli adempimenti, hanno rinunciato a presentare la domanda di risarcimento”.

Ultima modifica: 26 ottobre 2017

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