Imprenditore bergamasco assolda la ‘ndrangheta per recuperare crediti

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FIRENZE – Cinque misure cautelari (tre in carcere, due ai domicliari) disposte dal gip di Firenze sono state eseguite dalla guardia di finanza nell’ambito di un’inchiesta per tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso. Secondo quanto ricostruito dalle indagini coordinate dal pm della Dda Ettore Squillace Greco, emerge che un imprenditore del nord avrebbe assoldato calabresi vicini al clan De Stefano e Tegano, per riscuotere un credito presso una ditta in procedura fallimentare operante nel mercato ortofrutticolo fiorentino.

Con questa operazione, secondo le fiamme gialle, e’ stato stroncato un vero e proprio comitato recupero crediti, con componenti affiliati alle cosche del reggino. Per questo episodio, scoperto da un’autonoma attivita’ di controllo della finanza su soggetti calabresi presenti nel centro di Firenze, alcuni soggetti destinatari della misura con il concorso di altri due soggetti finiti ai domiciliari, sarebbero stati ‘assunti’ da un imprenditore di Bergamo operante nell’import export di frutta, anch’esso finito in carcere, per riscuotere un credito di circa 150mila euro vantato nei confronti di una ditta fallita (per questo l’indagine riguarda anche il reato di bancarotta preferenziale) che ha sede al mercato ortofrutticolo di Firenze.

Le fiamme gialle hanno documentato gli incontri tra i ‘riscossori’ e le vittime, due fratelli, durante i quali sarebbero state messe in atto minacce e intimidazioni finalizzate all’incasso del credito. In totale, sono dieci le persone indagate e sono state eseguite perquisizioni anche nelle province di Reggio Calabria, Bergamo e Trento.

Ultima modifica: 7 novembre 2017

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