Sacal, il Tribunale conferma i pieni poteri al presidente De Felice

Non ci saranno scossoni nell’assetto della Sacal, la società di gestione degli aeroporti calabresi. Il presidente Arturo De Felice manterrà i pieni poteri che gli erano stati attribuiti dall’assemblea dei soci l’estate scorsa per metterlo in condizione di operare. Lo ha stabilito il con apposita ordinanza il Tribunale civile di Catanzaro, Sezione specializzata in materia di imprese, che ha rigettato il ricorso proposto dai consiglieri di amministrazione della Sacal Adele e Renato Caruso e dal socio Lamezia Sviluppo srl. I ricorrenti chiedevano al Tribunale di sospendere l’efficacia della delibera adottata dall’assemblea dei soci il 21 giugno scorso e della delibera del consiglio di amministrazione del successivo 27 giugno con le quali sono state appunto delegati i pieni poteri al presidente del Consiglio di
amministrazione Sacal e stabiliti gli emolumenti per i consiglieri e il presidente.

“Il Tribunale civile di Catanzaro, – spiega una nota della società –  in accoglimento delle tesi difensive svolte dalla Sacal per il tramite dei propri legali, gli avvocati Maurizio Martinetti e Valerio Donato, ha sostanzialmente disatteso le domande svolte dagli amministratori Renato e Adele Caruso e dal socio Lamezia Sviluppo, difesi dall’avvocato Pasquale Barbieri, confermando la liceità dell’operato degli organi della Sacal. In via di sintesi, con il sopra citato provvedimento il Tribunale adito ha ritenuto non configurabili le denunciate violazioni degli articoli 2366, 2367 e 2381 c.c. e degli art. 8, co. 4, e 11, co. 4, dello statuto sociale di Sacal, ritenendo corretto il rilascio di preventiva autorizzazione assembleare anche con riguardo alle disposizioni dell’art. 11, co. 9, lett. a) del D.lgs. n. 175/2016; ha riconosciuto che l’attribuzione delle deleghe di gestione ad un solo membro del Consiglio trovi fonte diretta nella delibera consiliare del 27 giugno 2017, immune altresì da vizi formali con riguardo al termine di convocazione; ha ritenuto che la provenienza dal solo presidente della convocazione assembleare sia irregolarità formale non idonea a giustificare la sospensione della delibera assembleare del 21 giugno 2017”.

“Con riguardo agli emolumenti deliberati a favore del presidente e del Consiglio di amministrazione, il Tribunale ha ritenuto, in particolare, che il deliberato degli organi di Sacal rispetti il combinato disposto degli artt. 4, co. 4, D.L. n. 95/2012 e art. 11, co. 6, D.lgs. n. 175/2016”.

Ultima modifica: 9 novembre 2017