Guardia medica, ridurre le postazioni migliorando il servizio. Arena incontra i sindaci

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Ridurre il numero delle postazioni migliorando il servizio sul territorio. E’ la sfida che vede impegnata l’Asp di Crotone sul fronte dei servizi di guardia medica e di continuità assistenziale. Dell’argomento si è discusso oggi in Prefettura, nel corso di un incontro tra i vertici dell’azienda sanitaria ed i sindaci dei comuni della provincia, presieduto dal prefetto Cosima Di Stani. Il problema è la “perdurante assenza di candidature” ai posti di guardia medica, alla quale bisogna fare fronte però tenendo conto della riorganizzazione dei presidi nel rispetto dei vincoli posti dal Piano sanitario regionale.

Da una parte c’è, dunque, la necessità di favorire le candidature ai bandi per il servizio; dall’altra quella di procedere al ridimensionamento delle postazioni, sia pure con gradualità e facendo affidamento sui servizi assistenziali integrativi. Il ridimensionamento, spiega una nota diramata dalla Prefettura, riguarderà un numero di presidi pari a sette che insistono in altrettanti ambiti comunali, da individuare tenuto conto di dati orientativi, anche statistici, come le percentuale di accessi al servizio, la caratterizzazione topografica dell’area, avuto riguardo a quelle che si sviluppano dal centro urbano verso il territorio costiero, e la densità demografica”.

Il problema della carenza di candidature è legato soprattutto al calo del numero dei neo laureati disposti ad accettare un incarico trimestrale di guardia medica. Ma la ‘carenza di vocazioni’ è relativa, a fronte della necessità di fare digerire ai sindaci dei comuni interessati il piano di ridimensionamento. Per questo motivo il direttore generale dell’Asp, Sergio Arena, ha voluto incontrarli tutti, con l’obiettivo di illustrare nei dettagli la riorganizzazione dei presidi e spiegare come questa non lascerà aree scoperte, ma accrescerà la qualità del servizio grazie all’utilizzo di una serie di strumenti integrativi che garantiranno assistenza sanitaria ad ogni ora negli angoli più remoti della provincia.

L’obiettivo è di arrivare ad una soluzione che soddisfi tutti. La fase realizzativa dell’accorpamento – spiega ancora la nota della Prefettura – prevede il diretto coinvolgimento delle comunità interessate, anche attraverso la condivisione di elementi pratici dell’espletamento del servizio, utili a favorire il progressivo recepimento dell’assetto, così come riorganizzato, all’interno dei territori; come la turnazione periodica della postazione presso ciascuno dei comuni accorpati, o il suo potenziamento mediante la messa a disposizione di due medici che possano operare alternativamente e contestualmente tanto presso l’ambulatorio quanto presso i domicili dei pazienti”.

Il prossimo incontro sarà ristretto ai sindaci dei territori individuati per la contrazione delle postazioni. In quella sede, anticipa la nota, sarà “definito il percorso del progressivo adeguamento al fine altresì di tenere informata la rispettiva collettività amministrata”.

Ultima modifica: 15 novembre 2017

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