Partecipate in Consiglio, accantonata (momentaneamente) la Marina di Crotone

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CROTONE – Il processo di revisione straordinaria delle partecipate si è concluso. Mercoledì 6 dicembre il Consiglio comunale di Crotone è chiamato a ratificare la ricognizione effettuata in questi mesi per mettersi al passo con le disposizioni del testo unico in materia. L’Ente ha deciso di mantenere le partecipazioni in Akrea, Congesi e Crotone Sviluppo, liberandosi di quelle relative a società prive dei requisiti di legge oppure non legate a servizi di carattere generale.

Tra le ‘vittime’ eccellenti del processo di revisione figura la Marina di Crotone, la società per azioni nata su impulso del Comune e della Camera di commercio con l’obiettivo di governare i processi di trasformazione dell’area portuale. Il Comune avrebbe voluto mantenerla in vita, considerato che c’è in ballo la concessione trentennale della darsena est del porto nuovo per la nautica da diporto. Ma sulla mancanza dei requisiti vigila la sezione regionale di controllo della Corte dei conti.

Meglio non rischiare, quindi, anche perché c’è sempre la possibilità che la richiesta di concessione avanzata dalla Marina spa vada in porto prima dello scioglimento della società, per il quale il Comune si è dato il termine di un anno. “In caso di conclusione dell’iter di concessione prima del termine della fase di scioglimento della società – si legge nella bozza di delibera al vaglio del Consiglio comunale – il Comune si riserva di eseguire nuove valutazioni sulla base del mutato contesto”.

Per quanto attiene i requisiti, la Marina di Crotone non rispetta le prescrizioni basilari del testo unico sulle società partecipate. Se da una parte ha dalla sua la circostanza che non svolge attività analoghe o similari a quelle svolte da altre società partecipate dal Comune, dall’altra è carente sotto il profilo del personale (ha più amministratori che dipendenti, anzi non ha proprio dipendenti), del fatturato medio (sotto i cinquecento mila euro nell’ultimo trienno) e delle perdite (quattro segni meno su cinque esercizi).

Stessa fine per Sagas, la società di gestione dell’aeroporto Sant’Anna che in un anno di attività, il 2016, ha generato un fatturato di tre euro e collezionato perdite per 130.521 euro. In vendita, invece, le partecipazioni al consorzio Cultura & Innovazione ed al Parco scientifico e tecnologico, due carrozzoni messi in piedi a suo tempo dalla Provincia e dalla Camera di commercio e che continuano a vagare senza che nessuno sia mai riuscito a metterne a fuoco le funzioni.

La ricognizione delle partecipate, sulle quali è chiamata ad esprimersi mercoledì pomeriggio l’Aula, si chiude con lo scioglimento delle partecipazioni a società in liquidazione o già fallite: Aeroporto Sant’Anna, Consorzio per la promozione della cultura e degli studi universitari di Crotone, Progetto Magna Grecia, Stu Stazione. Quest’ultima non ha mai avuto dipendenti, ma un amministratore ed un organo di controllo con cinque componenti che nel 2014 (ultimi dati disponibili) hanno pesato, rispettivamente, sui conti per dieci mila e 23.950 euro.

Ultima modifica: 5 dicembre 2017

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