Cirò Marina, padre e figlio violenti fermati dai carabinieri



Padre e figlio di Cirò Marina sono stati protagonisti di una serata alquanto animata al termine della quale il genitore, un pluripregiudicato di 41 anni, è finito in carcere, mentre il figlio minore è stato denunciato. I due avevano deciso di passare la serata di Pasquetta a Cirò Marina in un locale di via Togliatti consumando alcuni drink fino a quando hanno notato tra i clienti un loro conoscente colpevole, a loro dire, di non essersi dimostrato disponibile nei loro confronti riguardo alcune vicende relative a problematiche di natura familiare.

IMG_0252Da subito i due, in evidente stato di alterazione psicofisica, si sono avvicinati alla loro vittima imputandogli di aver tradito la loro fiducia. Il pregiudicato, quindi, iniziava ad importunare un’amica del ragazzo seduta al suo stesso tavolo accarezzandogli i capelli e tentando addirittura di baciarla. La giovane riusciva a sottrarsi alle inopportune attenzioni mentre l’uomo decideva di rivolgersi verso il suo amico prendendolo per il collo ed immobilizzandolo sul divano dove era seduto per poi iniziare ad insultarlo, schiaffeggiarlo e colpirlo al volto imputandogli di non essere stato leale nei suoi confronti. Non contento estraeva dai pantaloni una pistola e lo colpiva ripetutamente al volto con il calcio della stessa. Alcuni clienti del locale, vista la scena, decidevano di chiamare i Carabinieri che entravano nel locale e si dirigevano verso i due.

Padre e figlio, alla vista dei militari, iniziavano ad insultarli, a spintonarli ed infine a colpirli per evitare di essere controllati. Il padre, cercando di approfittare della confusione, provava a sbarazzarsi della pistola, ma veniva notato. Vistosi alle strette il pregiudicato, già reo di aver violato le prescrizioni dettate dal tribunale di sorveglianza che lo costringevano a rincasare per le ore 21.00, diventava sempre più violento scagliandosi verso i carabinieri che solo grazie all’intervento di altri tre colleghi e non poche difficoltà riuscivano ad immobilizzarlo, mentre il figlio con altrettanta violenza sradicava un asse di legno dalla recinzione di un locale attiguo al fine di usarlo per minacciare ed ostacolare i militari.
Infine il quarantenne veniva trasportato all’ospedale civile di Crotone dove si dimostrava ancora violento e pertanto veniva sedato dal personale medico in attesa di essere tradotto presso la locale casa circondariale. L’uomo era già stato arrestato varie volte nei mesi scorsi poiché rimasto coinvolto in episodi violenti di simile matrice. I due dovranno rispondere di violenza privata aggravata, minaccia aggravata, lesioni personali aggravate, resistenza, minacce ed oltraggio a P.U oltre che di detenzione e porto abusivo di arma da fuoco.

Ultima modifica: 10 maggio 2017

In questo articolo