Consiglio comunale, maggioranza spaccata Affidata all’Akros la raccolta differenziata



Almeno due importanti novità sono scaturite dalla seduta del consiglio comunale di venerdì scorso. La prima, cha attiene al profilo più strettamente amministrativo, è rappresentata dalla scelta di campo effettuata dal Comune di Crotone che, affidando il servizio di raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani alla società per azioni Akros, ha praticamente decretato la morte dell’Asps. La seconda, sul piano politico, riguarda la maggioranza di centrodestra che venerdì in aula, per la prima volta, si è data apertamente battaglia mettendo a nudo i contrasti che esistono al suo interno, soprattutto nel gruppo consiliare di Alleanza nazionale, maggiore azionista della giunta Senatore, che appare irrimediabilmente spaccato in due.
Ma non solo; nel Ccd il capogruppo Facente e la consigliera Ruggiero sono praticamente separati in casa.

QUESTIONE SPINOSA
E’ vero che al momento del voto, finora, la maggioranza ha finito sempre per ricompattarsi, ma le lacerazioni presto o tardi finiranno per creare seri problemi al Senatore bis.
Esattamente come stava per accadere venerdì sera in aula quando la maggioranza di centro destra ha mostrato tutto il suo imbarazzo nell’affrontare la spinosa questione dell’Akros, la società per azioni a capitale misto (51 per cento pubblico, 49 per cento privato) alla quale il Comune ha affidato la gestione della raccolta differenziata dei rifiuti.
Quando è arrivato il momento di discutere l’apposita delibera proposta dalla giunta, infatti, lo stesso capogruppo di An, Carlo Turino, ha ammesso che la maggioranza era in difficoltà chiedendo la sospensione della seduta per consentire una riunione chiarificatrice tra capigruppo e consiglieri del centrodestra. Tutto inutile, se è vero che al ritorno in aula le posizioni erano esattamente quelle di prima. Sostanzialmente tra le stesse fila della maggioranza si paventava il rischio che l’entrata in scena dell’Akros significasse condannare a morte l’azienda speciale dei pubblici servizi, nonostante la stessa amministrazione ne avesse annunciato il pieno rilancio affidandole anche nuovi compiti e soprattutto assumendo un nutrito gruppo di lavoratori socialmente utili. Ma ovviamente c’era anche dell’altro. A parte la diffidenza verso una iniziativa che spiana incondizionatamente la strada ad alcuni privati, il nodo cruciale intorno al quale si è scatenata la battaglia, nella stessa maggioranza ma anche tra maggioranza e opposizione, è quello della nomina del rappresentante del Comune nel consiglio di ammnistrazione dell’Akros. Un incarico che, formalmente, spetta esclusivamente al sindaco, stante anche l’incompatibilità di legge per assessori e consiglieri comunali. Le indiscrezioni che circolano da tempo, tuttavia, indicano nell’assessore al bilancio Francesco Sulla la persona che il sindaco indicherebbe per rappresentare il Comune nella nuova società; venendosi a trovare in una situazione di incompatibilità, a quel punto Sulla lascerebbe l’incarico di assessore per dedicarsi esclusivamente all’Akros aprendo così la strada ad un nuovo rimpasto nella giunta Senatore che metterebbe a tacere anche qualche malumore. Insomma, la quadratura del cerchio.

RICHIESTA AVANZATA
Forse proprio nel tentativo di scombussolare questo piano i consiglieri dissidenti di Alleanza nazionale, con in testa Antonio Leto seguito da Candigliota e Pignolo, hanno appoggiato la richiesta avanzata dal consigliere Dionigi Caiazza; l’esponente Ds ha proposto che fosse l’aula a indicare al sindaco un consigliere comunale da nominare come rappresentante del comune nel cda dell’Akros. Ma l’emendamento è stato ritenuto irricevibile dal presidente del Consiglio Forleo sulla base dell’incompatibilità, scatenando le proteste dell’opposizione ma anche di quella parte di Alleanza nazionale che invece riteneva legittima la richiesta.
Entrando nel merito della delibera sull’Akros i consiglieri Caiazza e Grillo hanno chiesto delucidazioni all’assessore al ramo Antonio Marullo, che venerdì ha fatto anche le veci del sindaco impegnato fuori sede.

SOCIETÀ MISTA
Marullo ha spiegato che in base alle recenti normative in materia ambientale l’intero territorio regionale è stato suddiviso in undici ambiti per ciascuno dei quali è prevista la costituzione di una apposita società mista che deve gestire la raccolta differenziata dei rifiuti. L’adesione ad una società mista è un atto dovuto, ha sostenuto Marullo – diversamente sarebbe lo stesso commissario straordinario per l’ambiente a surrogare il Comune nella gestione della raccolta differenziata. E’ nata così l’Akros, nella quale sono entrate le imprese private Sovreco e Mida con il 49 per cento del capitale; del restante 51 per cento di capitale pubblico, il 33 è posseduto dal Comune di Crotone, ma è prevista la partecipazione anche del consorzio per il nucleo industriale ed altri enti pubblici locali. L’Aspsc, ha spiegato Marullo, non è entrata a far parte dell’Akros poiché non possedeva i requisiti necessari, non essendo abilitata a gestire la raccolta differenziata e le discariche; addirittura fino a qualche tempo addietro non era neppure iscritta all’albo delle imprese per lo spazzamento. Ciononostante, ha assicurato l’assessore Marullo, il Comune intende proseguire nell’azione di rilancio dell’Aspsc e nella convenzione stipulata con la società mista terrà conto dei compiti che svolge attualmente l’azienda speciale.
Va in questa direzione, evidentemente, anche l’emendamento alla delibera voluto dalla maggioranza che prevede una forma di controllo della terza commissione consiliare permanente sui contenuti della convenzione tra Comune e Akros. Alla fine l’affidamento del servizio alla società mista è stato approvato dall’aula con venti voti a favore e sedici astensioni.

GIUDICI POPOLARI
In precedenza l’aula aveva nominato i componenti delle quattro commissioni consiliari permanenti, delle commissioni per il regolamento e per la formazione degli elenchi dei giudici popolari. E proprio i quella occasione è tornato in evidenza il contrasto all’interno del Ccd, con la consigliera Maria Ruggiero che ha accusato il capogruppo Salvatore Facente di non essersi consultato con alcuno prima di procedere alle nomine. ‘Non capisco quale linea politica porti in Consiglio il nostro capogruppo se non consulta neppure gli esponenti locali. Eppure sono ancora un consigliere del Ccd – ha dichiarato la Ruggiero – il partito non mi ha mandato via. Alle elezioni ho ottenuto 234 preferenze, sono la donna più votata in città, non posso essere emarginata appunto perché sono donna. Ho chiesto al mio partito l’azzeramento di tutte le nomine, attendo ancora una risposta’.

Ultima modifica: 5 maggio 2017