Correggia e Sorgiovanni: a Scifo è iniziata la cementificazione selvaggia

“Il rischio fondato è che la realizzazione del Marine Park Village possa rappresentare l’inizio di una nuova cementificazione massiva di un territorio già martoriato dall’abusivismo e dalla speculazione”: è quanto paventano i consiglieri comunali del Movimento Cinquestelle Ilario Sorgiovanni e Andrea Correggia a proposito della struttura turistica in via di realizzazione in località Punta Scifo, sul promontorio di Capocolonna.

“C’era una volta Scifo…” scrivono i due consiglieri i una lunga nota nella quale si ripercorrono le tappe di un iter amministrativo a dir poco discutibile. “Ripercorrendo sinteticamente a ritroso le fasi del procedimento amministrativo che hanno condotto il Comune di Crotone al rilascio del permesso di costruire, per un intervento così invasivo ed incompatibile con la natura e la bellezza dei luoghi, si rilevano una serie di imperizie, incongruenze e superficialità diffuse a vari livelli nella pubblica amministrazione. Su tutta la vicenda è regnata sovrana – affermano Sorgiovanni e Correggia – la mancanza di coordinamento, nella tutela dell’interesse pubblico, tra gli enti preposti alla vigilanza ed al rilascio di pareri e autorizzazioni relative. Tale inadempienza è emersa anche in modo palese dalle indagini e dal sequestro preventivo, dopo che, ad aprile 2014, la Procura della Repubblica ha intimato il sequestro in seguito ai lavori abusivi di sbancamento realizzati sul versante costiero a maggio 2013, consistenti nella sistemazione della strada di accesso al mare, dei terrazzamenti per la posa delle piscine e del prospiciente ristorante panoramico, che hanno compromesso in modo permanente l’ecosistema di uno dei tratti litoranei più
belli della Calabria, riconosciuto come Sito di interesse comunitario (SIC), ricadente nell’area marina protetta di Isola di Capo Rizzuto. A tal proposito e a giusta ragione Legambiente ha chiesto, a nome del Presidente Regionale, l’intervento della Commissione Europea per presunta violazione del diritto comunitario”.

L’iter per la realizzazione della megastruttura “è iniziato nel 2006 quando, con una discutibile attestazione, il Comando dei Vigili Urbani di Crotone ha certificato che un noto commerciante di Crotone era persona dedita in modo diretto ed abituale alla lavorazione manuale della terra” e si conclude con una nota del Soprintendente Mario Pagano inviata il 23 settembre scorso al Direttore Generale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio del Mibact, che “dichiara palesemente il falso quando attesta che ‘i bungalow sono ormai stati costruiti’. In realtà, a tutt’oggi non uno dei 79 bungalow è stato ancora costruito”.

 

Che su Capocolonna si voglia dare il via alla cementificazione per i due consiglieri è confermato anche “dalle intercettazioni scaturite dall’inchiesta “Aemilia’’ riportate dalla giornalista Francesca Sironi sull’Espresso e da Gian Antonio Stella su Il Corriere della Sera, in cui si parla dell’opportunità di realizzare nell’area di Capo Colonna progetti per 500 case in legno”.

E tuttavia Correggia e Sorgiovanni ritengono che non si possa “delegare solo ai giornalisti delle testate locali e nazionali, che hanno mostrato vivo interesse ed hanno riferito ad onor di cronaca e di giustizia i fatti sinora avvenuti, la voce della nostra coscienza, del nostro senso civico, della storia di ognuno di noi e dell’umanità”.

Ultima modifica: 7 maggio 2017

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