Scuola, dopo la creolina diserbante al Geometri

Le vittime della ‘novembrite’, questa strana patologia che provoca un’incontrollabile rigetto verso qualsiasi attività scolastica, a quanto pare non conoscono tregua. Dopo l’Istituto Gravina, il liceo scientifico e l’Itc di Cutro, nella notte fra giovedì e venerdì la creolina è stata versata anche nei locali del Donegani. Giusto per chiudere la settimana in bellezza. Ma contemporaneamente si è verificato un secondo episodio deplorevole, per non dire patetico. Pensando, forse, che la creolina è ormai roba da pivelli, fin troppo inflazionata, un gruppo di ignoti ha deciso di alzare il tiro ricorrendo ad un’altra sostanza, probabilmente un erbicida. E dopo aver fatto un adeguato rifornimento si è introdotto nella nuova sede dell’Istituto per geometri, sita in via Gioacchino da Fiore, cospargendo ben bene piano terra e primo piano. Risultato: lezioni sospese fino a lunedì 21. Tombola.
A scoprire il tutto è stato, intorno alle sette di venerdì, l’operatore incaricato di aprire le porte e attendere l’arrivo degli studenti. Che, ovviamente, sono stati rispediti a casa. “Abbiamo chiamato il 113, i Vigili del fuoco, la Digos - spiega Giuseppe Noce, collaboratore scolastico -. L’Asl ha prelevato un campione della sostanza per fare una prima analisi, e questo è il risultato”. Noce mostra il fax spedito dal Servizio di igiene pubblica intorno alle undici, sul quale si legge di un “materiale liquido di dubbia natura che presenta caratteristiche olfattive tipiche dei prodotti utilizzati in agricoltura (diserbanti)”. Si tratta di “esalazioni maleodoranti”, beninteso. Ma un responso preciso sulla “reale natura della sostanza” è atteso dai laboratori Arpacal di Catanzaro, cui l’Asl ha inviato alcuni prelievi.
Il personale del ‘Santoni’ è amareggiato: “Prima di tutto perché - commenta Noce - all’inizio dell’anno scolastico, quando sono andati nella nuova sede, i ragazzi ci hanno promesso che non si sarebbero verificate cose del genere. Comunque, non è detto che sia stato uno dei nostri alunni”. Non è detto, certo, fatto sta che il liquido è stato versato sul piano terra e sul primo piano, ma non sul secondo, dove trovano ospitalità alcuni allievi dell’Ipsia.
C’è da dire, inoltre, che l’impresa non è stata affatto difficile: la struttura infatti non è completata, le finestre si aprono con una lieve forzatura, il sistema di allarme e le linee telefoniche non sono ancora attivi. Chiunque, insomma, sarebbe in grado di entrare.
L’episodio non può che richiamare alla memoria quanto successo al Santoni alla fine dell’ottobre 2004: alcuni vandali fecero ricorso ad una sostanza tossica che costrinse la preside, Rosina Dima Basile, cinque docenti e due ausiliari ad un immediato ricovero in ospedale. Allora si parlò di anticrittogamico; il Dipartimento di prevenzione dell’Asl impose una serie di misure di emergenza, mentre i Vigili del fuoco effettuarono la bonifica insieme alla squadra speciale del Nucleo batteriologico, chimico e radiologico. Tutto per riparare ad un vero e proprio atto criminale decisamente sproporzionato rispetto all’obiettivo, ovvero la momentanea interruzione delle lezioni. Anche questo, in fondo (ma neanche troppo in fondo) è un aspetto della nostra società. La cosiddetta “società del benessere”.

1900-01-01 00:00:00