La Corte d’Appello conferma la confisca del patrimonio del clan Arena


Tribunale di Catanzaro

CROTONE – Ha retto al vaglio della Corte di Appello di Catanzaro il decreto di confisca del patrimonio della cosca Arena di Isola Capo Rizzuto che era stato emesso dal Tribunale di Crotone il 23 giugno 2017. Il provvedimento è stato confermato in toto per quanto riguarda le misure patrimoniali nei confronti di diversi esponenti del clan coinvolti nell’operazione Insula del dicembre 2013.  La confisca – che riguardava un patrimonio di circa 2,5 milioni di euro tra immobili, terreni, aziende, conti e polizze assicurative –  era stata eseguita dalla Guardia di Finanza di Crotone sulla base delle indagini patrimoniali coordinate dalla Dda di Catanzaro nei confronti di Nicola Arena, 81 anni, Massimo Arena (deceduto), Pasquale Arena, 51 anni, Salvatore Arena, 27 anni, Francesco Ponissa, 58 anni, e Luigi Tarasi, 55 anni. I beni erano stati già oggetto di sequestro nel dicembre 2016.

Nei giorni scorsi la Corte di Appello di Catanzaro, presieduta dal giudice Marco Petrini (a latere Vincenzo Galati e Domenico Commodaro), dopo aver vagliato tutti i ricorsi presentati ha confermato tutte le confische patrimoniali annullando, invece, le misure di prevenzione personali che erano state emesse nei confronti di Salvatore Arena, Pasquale Arena (classe 1967), Francesco Ponissa e Luigi Tarasi. Dichiarata inammissibile invece l’irrogazione della misura di prevenzione nei confronti del boss Nicola Arena in quanto era già sottoposto a precedenti provvedimenti. Annullata la confisca di un appartamento edificato su un terreno intestato al Comune di Isola Capo Rizzuto.

Ultima modifica: 8 agosto 2018

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