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Gian Burrasca va a teatro e strizza l'occhio al fumetto
Un divertente spettacolo per i ragazzi delle scuole della città quello proposto gli scorsi 14 e 15 febbraio dal Teatro Stabile di Calabria all'Apollo di Crotone nell'ambito della rassegna "Teatro ragazzi". In scena Gian Burrasca, il pestifero bambino che ha conquistato, prima della giovane platea dell'Apollo, i loro genitori, i nonni ed i bisnonni.

 Con le sue marachelle e la sua vivacità ha già conquistato almeno quattro generazioni: Giannino Stoppani, il pestifero bambino nato dalla penna di Vamba, al secolo Luigi Bertelli, dopo aver conquistato i loro nonni ed i loro bisnonni, gli scorsi martedì 14 e mercoledì 15 febbraio, ha appassionato gli alunni delle scuole crotonesi che hanno avuto modo di conoscere il mitico Gian Burrasca attraverso lo spettacolo allestito dal Teatro Stabile di Calabria nell’ambito della rassegna ‘Teatro ragazzi’, un mini cartellone di pièce teatrali interamente pensate per il pubblico più giovane proposte anche al Teatro Quirino di Roma.
‘Le avventure di Gian Burrasca’, andato in scena al teatro Apollo in matinée per le scuole ed in una replica serale lo scorso mercoledì 15 febbraio per il resto del pubblico crotonese, racchiude, in circa un’ora di rappresentazione, la durata giusta per il pubblico per cui è pensato, le principali vicende della storia del vivace bambino che il Corriere della Domenica pubblicò, a puntate, dal 1907 al 1908.
 L’adattamento teatrale di Lucia Catalano, che firma anche la regia dello spettacolo, raccoglie i principali episodi raccontati da Vamba attraverso il diario di Gian Burrasca. La narrazione parte proprio con il nono compleanno di Giannino, giorno in cui il bambino riceve in dono il suo primo diario, su cui nel romanzo annota le sue monellerie. Nello spettacolo proposto dallo Stabile le avventure di Gian Burrasca vengono raccontate in un susseguirsi di gag, una divertente carrellata sui principali personaggi nati dalla fantasia di Vamba. 
Sono delle vere e proprie vignette animate quelle che prendono vita sul palcoscenico grazie alla scenografia del crotonese Angelo Gallo: la scena è divisa in tre ambienti circondanti da una spessa cornice che richiama con forza le “strisce a fumetti” e le illustrazioni de ‘Il giornalino di Gian Burrasca’, volume firmato da Vamba alcuni anni dopo la pubblicazione a puntate sul Corriere della Domenica.
Anche i costumi creati da Rita Zangari contribuiscono a far somigliare i personaggi a dei fumetti: i difetti fisici sono accentuati, i colori degli abiti sgargianti, così come quelli delle chiome: Stanislao, direttore del collegio, ha una vaporosa chioma rossa da clown, mentre le tre sorelle del bambino sembrano fatte in serie nei loro identici abiti lunghi color canarino; a distinguerle sono solo gli accesi colori dei loro capelli, rossi, gialli e blu, che ricordano quelli dei cartoni animati, soprattutto nella rigida pettinatura.
Sara Grilletta
(L'articolo integrale sul numero 20 de Il Crotonese, in edicola sabato 18 febbraio 2012)