De Luca ‘grazia’ il Comune, ora i soldi li vuole solo dagli ex assessori e dagli eredi di Senatore

Salvatore Rori De Luca Salvatore Rori De Luca assessore del Comune di Crotone.

Ormai è solo una questione di formalità. Il ministero dell’Interno ha sciolto le riserve sulla compatibilità o meno dell’avvocato Salvatore De Luca a ricoprire la carica di assessore del Comune di Crotone. La causa ostativa, rappresentata da un vecchio contenzioso con l’ente per una presunta consulenza mai saldata, può essere rimossa dalla rinuncia al giudizio. Cosa che De Luca ha fatto il 27 luglio scorso notificando la relativa dichiarazione al Comune e chiedendo contestualmente al giudice l’estinzione del processo nella parte che lo vede contrapposto all’ente.

Il parere formulato dal Ministero e fatto pervenire attraverso la Prefettura al sindaco che lo aveva sollecitato si rifà ad una serie di pronunce della Corte di cassazione, laddove stabilisce che “… il sostanziale ed incondizionato abbandono della lite elimina la causa di incompatibilità”. E De Luca sembra non pretendere più niente dal Comune, mentre resta in piedi la parte del giudizio nei confronti degli amministratori in carica all’epoca, chiamati anche a loro, in seconda battuta, a rispondere del presunto credito, 267 mila euro, che l’avvocato sostiene di vantare.

Il testo unico degli enti locali prevede in questi casi la formale accettazione da parte dell’amministrazione e la pronuncia del giudice circa l’estinzione del processo. Ma non ce n’è più bisogno, sempre a parere della Suprema corte, poiché basta che la rinuncia sia accompagnata da “atti idonei a far venire meno nella sostanza l’incompatibilità di interesse realizzatasi a seguito della lite”.

Ministero dell'Interno - Viminale
Ministero dell’Interno – Viminale

Così come non è necessaria, come richiesto dalla Prefettura al Comune dopo l’arrivo del parere del ministero dell’Interno, l’attivazione della procedura di contestazione dell’incompatibilità, una sorta di mini contenzioso tra la Giunta e l’amministratore destinato a risolversi nella rimozione delle cause. Aspetto, questo, venuto meno a seguito di una pronuncia del Tar Campania di Napoli.

La nomina di Salvatore ‘Rori’ De Luca al vertice politico-amministrativo dell’urbanistica, avvenuta il 21 luglio scorso, era dunque viziata dal contenzioso in corso con il Comune. Ma è stata sanata una settimana dopo con la rinuncia al giudizio. Rinuncia, ovviamente, limitata all’ente, perché l’assessore continua a pretendere il pagamento della presunta parcella dai sette assessori e dal sindaco dell’epoca, il defunto Pasquale Senatore, al quale sono subentrati, nella scomoda posizione di imputati, a seguito di riassunzione del processo, gli eredi.

Il Comune resta comunque a rischio: la rinuncia al giudizio non comporta quella all’azione, che potrà essere sempre esercitata in futuro, quando il nostro svestirà i panni di assessore. L’avvocato De Luca ha pensato a tutto, pur di conservare la botte piena e la moglie ubriaca.

Ultima modifica: 26 settembre 2017

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