Crisi Comune: Sculco caccia il consigliere Pesce dai Demokratici

CROTONE – Lo scontro si inasprisce. La lettera con la quale il consigliere comunale Franco Pesce ha accompagnato le sue dimissioni da capogruppo dei Demokratici in seno alla civica assise non è andata giù a via Roma, soprattutto per le veementi critiche che muoveva espressamente al leader maximo Enzo Sculco. Il quale non ci ha pensato più di tanto e ha licenziato Pesce dal suo movimento politico.

“Ci risiamo! Per l’ennesima volta, con la solita ciclica modalità,il prof. Pesce gioca a fare la vittima dopo aver, in maniera goffa e sventata, provato a svolgere il ruolo del carnefice”. Esordisce così la nota della direzione dei Demokratici firmata da Enzo Sculco in persona. “D’altro canto la sua storia politica ed istituzionale è punteggiata da acrobatiche e sistematiche “piroette”, con ricorrenti trasformismi che evidenziano i turbamenti tipici di “un’anima senza pace”. Il professore proprio non riesce a riconoscersi in una dimensione stabile, provando a ribaltare sugli altri la responsabilità della propria connaturata ondivacità”.

Sculco, quindi, ricostruisce il ‘curriculum del consigliere. “Già nella prima legislatura Vallone, guarda caso con gli stessi tempi di adesso, aveva abbandonato il gruppo di appartenenza, in quanto riteneva di non essere stato adeguatamente”valorizzato”. Successivamente aveva provato a candidarsi a sindaco, con il risultato di conclamare la propria tendenza alla solitudine! In questa legislatura, riaccolto nelle file dei Demokratici, dopo solenne promessa che non sarebbe più incorso negli svarioni precedenti, ha da subito rimanifestato le proprie peculiarità essenzialmente contrappositive”.

Ma non è tutto. “Prima da presidente di commissione, poi da capogruppo dei Demokratici – incalza Sculco con tono sprezante – ha accuratamente evitato di svolgere il proprio ruolo non fornendo il minimo contributo richiesto dalle funzioni esercitate. Non ancora appagato, nel momento in cui ha ritenuto di non condividere impostazioni e scelte dell’amministrazione, anziché manifestare il proprio disagio nell’ambito del gruppo di appartenenza ritualmente convocato, ha inopinatamente scelto di sedersi tra i banchi dell’opposizione, proprio lui il capogruppo .Tutto ciò senza mai esternare per le vie istituzionali le proprie supposte ragioni all’Amministrazione stessa”.

“È dunque diventata palese una cronica “incapacità” a concepire correttamente il ruolo istituzionale ed emerge un’intima predisposizione ad avvelenare i pozzi” chiosa ancora Sculco che poi conclude: “le sue dimissioni da capogruppo e la sua pervicace volontà a porre in essere iniziative solo divisive senza alcun confronto, sanciscono di fatto il suo definitivo allontanamento e distacco dal gruppo dei Demokratici. E così sia!”.

Ultima modifica: 12 ottobre 2017