Farmacie, scongiurata per ora la distribuzione indiretta

I cittadini possono tirare un sospiro di sollievo, per ora le farmacie continueranno a distribuire gratuitamente le medicine mutuabili. Per fortuna è stata scongiurata l’ipotesi della distribuzione indiretta dei farmaci nella provincia, a cui la categoria dei farmacisti aveva annunciato che avrebbe fatto ricorso dal 15 settembre a causa dei ritardi nei pagamenti accumulati dall’Azienda sanitaria provinciale. Al bancone delle farmacie i cittadini avrebbero dovuto pagare tutte le medicine, anche quelle mutuabili, e poi fare richiesta di rimborso all’Asp che, però, proprio perché è chiaro che i fondi sono carenti, avrebbe corrisposto le somme ai malati sicuramente con notevoli ritardi, compromettendo così il diritto alla salute dei cittadini meno abbienti.
Per fortuna le cose sono andate diversamente, come ha fatto sapere Federfarma lunedì 13 settembre nel corso di una conferenza stampa convocata dopo una riunione tenutasi qualche ora prima in Prefettura, con il vice prefetto Massimo Mariani (che l’ha presieduta), il commissario straordinario dell’Asp, Rocco Antonio Nostro, ed i rappresentanti di Federfarma. Proprio questo incontro ha determinato un epilogo diverso da quello paventato, perché finalmente, a differenza di quelli svoltisi negli ultimi tempi e risultati improduttivi, ha portato i suoi frutti.
I farmacisti hanno strappato all’Asp un impegno concreto per sanare i crediti da loro vantati: nell’ultima riunione l’Asp aveva garantito solo l’erogazione delle somme a copertura dello scorso mese di aprile, senza assumersi la responsabilità di garantire la regolarità dei pagamenti per i mesi arretrati successivi e quelli correnti; lunedì, invece, è stato garantito che verrà pagato anche il mese di maggio e dopo una decina di giorni quello di giugno. Inoltre ai farmacisti è stato promesso che entro fine ottobre saranno corrisposte tutte le fatture Adi (assistenza domiciliare) del 2009; dopo il 20 ottobre, poi, Federfarma incontrerà di nuovo la dirigenza dell’Azienda sanitaria per definire insieme il piano di rientro necessario a coprire i debiti maturati dall’Asp per quattro mesi del 2008, una questione questa, che finora non era mai stata affrontata.
“Nelle condizioni in cui siamo – ha detto il vice presidente provinciale di Federfarma, Adolfo Cantafora – siamo costretti a fidarci delle promesse che ci ha fatto l’Asp. Siamo grati alla Prefettura per essere intervenuta nella vicenda, ma anche al commissario Nostro, che ha mostrato una particolare sensibilità nei nostri riguardi. Le vecchie dirigenze dell’Asp ci hanno delusi, per ora, almeno, abbiamo constatato una maggiore apertura, vedremo se alle parole corrisponderanno i fatti. Il tempo è galantuomo”.
“I vertici dell’Asp – ha aggiunto Levino Rajani – rappresentano i nostri interlocutori con la Regione Calabria, quindi sono fondamentali per gestire questo momento difficile che attraversano le nostre attività”. Per poter sanare il debito con le farmacie crotonesi, infatti, tutto dipende dalle somme messe a disposizione dell’Asp dalla Regione.
Da ora al 20 di ottobre, quando i farmacisti incontrerano un’altra volta i vertici dell’Azienda sanitaria, la Regione ha tutto il tempo per decidere e stabilire con quanto denaro far fronte al problema. Stabilita la somma, allora, sarà possibile accordarsi per definire il piano di rientro; dunque come rendere ai farmacisti di Crotone i rimborsi che spettano loro.
Angela De Lorenzo
(l’articolo integrale sull’edizione in edicola da martedì 14 settembre)

Ultima modifica: 6 maggio 2017