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Funerali Antonella, la famiglia: fare giustizia per tutte le donne offese l’8 marzo

“Faremo giustizia per Antonella e per tutte le donne che l’8 marzo hanno subito un’affronto”. Sono queste le parole pronunciate da una nipote di Antonella Lettieri leggendo un messaggio della famiglia della vittima al termine dei funerali svolti questo pomeriggio nella chiesa di San Cataldo.

Prima erano state le sorelle a far leggere una lettera inviata alla loro Antonella: “Abbiamo perso per la seconda volta la nostra mamma perché anche se eri la più piccola eri la nostra mamma. Pensavi a tutto per noi che vivevamo fuori dal paese. ci facevi le provviste”.

IMG_20170318_164757Una lettera commovente quella delle sorelle: “Ci sorridevi e dicevi: prima o poi mi arriva il ragazzo giusto. Avevi deciso di abitare da sola nella casa paterna: la curavi e pulivi e dicevi che non doveva andare mai in mano di altri. Non meritavi di finire così: perché, perché, Perché non abbiamo potuto salvarti? Ti ricorderemo come la nostra sorellina sorridente: ora sarai con mamma, papà, Raffaele e Mimmo”.

La famiglia Lettieri ha poi ringraziato i carabinieri per il lavoro svolto, l’Amministrazione comunale e la popolazione di Cirò Marina “per il calore con il quale avete onorato Antonella”.

Infine, il sindaco, Nicodemo Parrilla con le lacrime agli occhi ha ammesso: “E’ difficile sapere cosa fare in questi momenti. Non si può fare nulla se non essere vicini con il cuore e tutto l’affetto. Cirò Marina è caduta in un baratro per colpa di un essere ignobile che mi auguro la giustizia sappia punire come merita”.

Il sindaco ha poi difeso la sua comunità: “Cirò Marina non è il paese del male, non è una collettività come è stata dipinta in tv. E’ una collettività fatta di gente onesta e laboriosa. Troppo facile nei salotti tv additare e dipingere malamente una comunità. Io respingo questa idea.  Siamo in ginocchio, ma la comunità di Cirò Marina saprà come rialzarsi.  Ad Antonella che si trova seduta tra gli angeli chiedo di pregare per noi affinché il male non tocchi più questa comunità”.

18 marzo 2017

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