Il caso Capocolonna arriva al Parlamento europeo



“I beni archeologici vanno tutelati e quello che è successo a Capo Colonna è un chiaro segnale di come i cittadini calabresi non dormano, e quando si accorgono che potrebbe essere messo in atto un tentativo di deturpamento di un’area d’interesse storico culturale unica nel suo genere come quella di Crotone, alzano la voce e se necessario anche le barricate”.

Lo dice l’europarlamentare del Movimento Cinque Stelle, Laura Ferrara, che ha presentato una interrogazione nell’assemblea di Bruxelles anche perché il famigerato progetto con il quale si stanno cementificando i reperti archeologici trovati davanti al Santuario di Capocolonna è cofinanziato proprio dalla Comunità europea. Mentre per il Comitato Salviamocapocolonna scatta il tredicesimo giorno di presidio, la vicenda arriva fino al Parlamento europeo.

Laura Ferrara
Laura Ferrara

L’interrogazione di Laura Ferrara punta a ottenere chiarezza sulla gestione dei fondi utilizzati per il progetto denominato ‘Spa 2.4 Capocolonna (KR) – Ampliamento delle conoscenze della realtà archeologica e messa in sicurezza delle strutture archeologiche riportate in luce’.

“Abbiamo chiesto alla Commissione Europea con un’apposita interrogazione – spiega la rappresentante di M5S –  di verificare la regolarità del finanziamento e la compatibilità dei suoi obiettivi con le finalità del progetto in particolare rispetto agli obiettivi degli accordi di programma quadro anche in considerazione delle modalità invasive di esecuzione sull’area”.

“Secondo il progetto così com’è – aggiunge l’europarlamentare – verrà realizzata una ‘pavimentazione in cotto riquadrata da lastre in materiale lapideo’. Una colata di calcestruzzo che andrà a coprire importantissimi reperti archeologici, nonostante il progetto preveda un ampliamento delle conoscenze e non una copertura di parte di esse. Il progetto così concepito potrebbe arrecare un danno irreversibile ad un patrimonio storico archeologico che sta a cuore non solo ai calabresi. Siamo sicuri che si stia valorizzando tale importante sito storico? La gestione dei fondi destinati è in linea con i reali obiettivi ovvero la tutela e la riqualificazione?”.

 

“Non possiamo permettere – conclude Laura Ferrara – che la sconsideratezza vinca sul buon senso. Gli interventi, che potrebbero arrecare un danno e non valorizzare quanto di bello ci hanno lasciato le antiche civiltà, sono pagati con soldi pubblici. È giusto che la stessa cittadinanza si faccia portavoce di un dissenso generale per come è attualmente concepito il progetto. Bisogna fare luce sulla reale fattibilità e come Movimento 5 Stelle porteremo la questione in tutte le istituzioni preposte”.

 

Ricordiamo che sono sempre attive la petizioni per raccogliere firme al fine di fermare il progetto. Una petizione (che in due giorni ha raggiunto oltre 1.000 firme), quella proposta da Sette Soli e Gettini di Vitalba, è molto più tecnica (FIRMA QUI), mentre l’altra proposta dal Comitato Salviamocapocolonna chiede l’adesione anche virtuale alla protesta e il blocco dei lavori (FIRMA QUI).

Ultima modifica: 6 May 2017

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