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L'altolà del ministro Pecoraro Scanio al progetto EuroParadiso

martedì 30 maggio 2006

 

Se i Verdi di Crotone sono a favore di EuroParadiso, Alfonso Pecoraro Scanio, leader nazionale del partito del ‘sole che ride’, dice no. E lo fa nelle vesti istituzionali di ministro per la Tutela dell’ambiente e del territorio, approfittando dell’avvio della campagna ‘Occhio alle coste’ promossa da Regione Calabria e Legambiente, con la partenza sabato scorso da Diamante, in provincia di Cosenza, della Goletta dell’associazione ambientalista che il 19 giugno farà tappa anche a Crotone, dopo aver circumnavigato la regione. Nel corso della conferenza stampa organizzata sulla spiaggia di Cirella, il neo ministro ha confermato dubbi e perplessità sul mega villaggio turistico alla foce del Neto, rispolverando l’interrogazione parlamentare presentata, insieme al deputato del gruppo Misto-Verdi-L’Unione, Marco Lion, a dicembre dello scorso anno. “Se è vero che incide sulla bellezza di cinque siti di interesse comunitario - ha detto Pecoraro Scanio - allora non si potrà fare, anche se la Regione dice sì. Al mio insediamento ho già trovato 75 infrazioni in materia ambientale ai regolamenti europei, e non mi sembra il caso di aggiungerne altre”.
Il passaggio in conferenza stampa su EuroParadiso non era in programma, tant’è che le dichiarazioni del ministro hanno colto di sorpresa il governatore Loiero, al tavolo dei relatori insieme agli assessori regionali all’Ambiente, Diego Tommasi, e al Turismo, Beniamino Donnici, ed al presidente nazionale di Legambiente, Roberto Della Seta. E’ stato quest’ultimo ad innescare la miccia spiegando ai giornalisti che “è del tutto inaccettabile immaginare una lottizzazione di queste dimensioni in un’area dove ci sono cinque siti d’interesse comunitario. Sarebbe una ferita grave per l’ambiente, che rovinerebbe la principale risorsa su cui puntare per un turismo forte e sostenibile, e procurerebbe all’Italia l’ennesima procedura d’infrazione da parte dell’Unione europea. Solo la miopia politica o la compiacenza con gli interessi speculativi - ha aggiunto Della Seta - può contrabbandare come strategico per il futuro di Crotone e di tutta la Calabria un’opera che costituirebbe un altro intollerabile ecomostro”.
La presenza di cinque siti comunitari nell’area di Crotone, dalle colline al mare ed al Neto, è stata poi ribadita da Pecoraro Scanio che ha invitato la Regione a muoversi con le proprie gambe: “Non possiamo prendere qualunque cosa ci offrano. La Regione deve fare un piano turistico regionale per aprire agli investimenti, accompagnandolo con una valutazione ambientale strategica, in modo da poter dire agli imprenditori dove fare cosa. Dobbiamo essere noi a programmare le scelte - ha ribadito il ministro - altrimenti ci troveremo di nuovo di fronte a proposte di strutture dannose. Tocca a noi risollevare la Calabria da anni di saccheggio del territorio”.
Le dichiarazioni di Pecoraro Scanio su EuroParadiso sono state accolte con soddisfazione da Della Seta che si è detto “contento che il ministro dell’Ambiente anche oggi abbia ribadito di condividere le nostre stesse perplessità”. Un po’ meno da Loiero che ha abbozzato una risposta tirando in ballo la storia dei diecimila posti di lavoro che la struttura garantirebbe. “Capisco la difficoltà - ha detto Pecoraro Scanio a questo proposito rivolgendosi al governatore - ma i posti di lavoro non si creano solo costruendo megastrutture e ponti inutili. In Calabra mancano 1.500 chilometri di fognature, c’è una enorme porzione di territorio da mettere in sicurezza: anche queste sono infrastrutture da realizzare che creerebbero migliaia di posti di lavoro”. Per il ministro non è pensabile “che solo perché un Paese ha bisogno di posti di lavoro, si può devastare il territorio, sarebbe umiliante”; a maggior ragione non si possono realizzare strutture faraoniche che costano molto “solo perché ci sono più possibilità di fare affari”.

Il Nucleo Via dimentica
i siti comunitari

Sembra che Loiero alla fine abbia preso atto della posizione del ministro su EuroParadiso, addirittura per il Wwf (vedi nota Ansa in pagina) avrebbe espresso anche lui contrarietà al mega investimento alla foce del Neto, nel momento in cui ha dichiarato, tra le altre cose, che “se l’impatto fosse davvero devastante, noi saremmo pronti anche a rinunciare”. Ma chi stabilisce se l’impatto è devastante? La Regione? No di certo, considerato che a Catanzaro si stanno muovendo sulla stessa lunghezza d’onda del Comune di Crotone, ovvero EuroParadiso a tutti i costi. Lo dimostra il recente decreto del Dipartimento regionale per le politiche dell’ambiente che ha imposto la valutazione d’impatto ambientale al primo lotto dell’investimento, su richiesta del Nucleo Via. Nel provvedimento, infatti, non si fa alcuna menzione dell’esistenza della Zona di protezione speciale (Zps) che la stessa Regione ha istituito con grande clamore lo scorso anno, né del proposto sito d’importanza comunitaria (pSic) al cui piano di gestione sta lavorando la Provincia di Crotone, tantomento degli altri quattro pSic che circondano la città ed ai quali hanno fatto riferimento sia il ministro che il presidente nazionale di Legambiente. Per il Nucleo Via è solo un problema di “materiali impiegati” e di “flussi migratori” laddove non si capisce se con quest’ultima affermazione i tecnici della Regione si riferiscano agli animali tutelati dalle direttive europee oppure ai turisti che in massa dovrebbero accorrere ad EuroParadiso. Il provvedimento suscita ulteriore perplessità se lo confrontiamo con quelli che lo stesso Dipartimento ha firmato nello stesso periodo per due parchi eolici in procinto di sorgere ad Isola Capo Rizzuto, ai quali la Regione, diversamente da EuroParadiso, sembra intenzionata a fare le pulci. Al primo parco eolico, quello di Le Cannella, il Nucleo ricorda che “l’intervento proposto risulta di dimensioni ragguardevoli ed è programmato su un tratto di costa fra i più singolari e piacevoli del territorio calabrese”; al secondo, progettato per nascere sul’altopiano di Rosito, che “dovrà essere verificata, innanzitutto, la compatibilità dell’area con il laghetto S. Anna, luogo di svernamento e di transito di numerose specie di uccelli (segue l’elenco, ndr)”; inoltre “particolare attenzione dovrà essere osservata per le aree Sic limitrofe”, le stesse richiamate dal ministro e da Della Seta a Diamante, con l’aggiunta delle ‘Dune di Sovereto’ e ‘Steccato di Cutro - Costa del Turchese’.
Due pesi, due misure? Sembra proprio di sì, considerato che i pSic che ‘ostacolano’ il parco eolico sono distanti chilometri dall’altopiano di Rosito, quello del Neto è invece contiguo, meglio dire attaccato (come due condomini) al primo lotto di EuroParadiso, tanto da richiedere, a norma delle direttive europee in materia, oltre alla valutazione d’impatto ambientale, quella d’incidenza ambientale. La stessa Regione, nel disciplinare sulla valutazione d’incidenza e nelle nuove linee guida urbanistiche impone lo screening ai “piani/programmi/progetti che interessano in tutto o in parte o che comunque, pur ricadendo all’esterno del perimetro del sito, possono avere incidenza sui siti comunitari individuati in Calabria ed afferenti alla rete ‘Natura 2000’”. Ma a Catanzaro non sembrano intenzionati a chiedere la valutazione d’incidenza ambientale, confermando indirettamente che la riduzione del numero degli alberghi del primo lotto di EuroParadiso (da 17 a 14) è stata suggerita da qualcuno che ritiene sufficiente tenersi mezzo metro dentro per evitare lo screening imposto dall’Unione europea. Le cose non stanno tuttavia così: nello stesso Bollettino ufficiale della Regione, per esempio, accanto al decreto per la Via su EuroParadiso, ne troviamo un altro relativo ad una valutazione d’incidenza ambientale effettuata per una semplice richiesta di taglio di alberi nel pSic ‘Steccato di Cutro - Costa del turchese’; inoltre, se proprio la Regione ci tiene ad escludere, sempre con una forzatura, il pSic del Neto dall’area d’intervento, non può ignorare le sue stesse carte, e cioè che il primo lotto del mega villaggio ricade completamente nella Zona di protezione speciale istituita il 27 giugno dello scorso anno dalla Giunta regionale e designata il 13 dicembre successivo con l’invio della documentazione all’Unione europea da parte del ministero dell’Ambiente. Avviare i lavori del primo lotto senza valutazione d’incidenza equivale, pertanto, all’ennesima procedura d’infrazione da parte della Ue, con costi altissimi (da 100mila euro in su al giorno e fino al ripristino dello status quo ante) per lo Stato.

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martedì 6 giugno 2006
Mimmo
Mi verrebbe da dire "La Calabria dice basta al cemento sulle coste"! Poi, ci penso un po' e dico "ma si... tanto... un villaggio in piu'... uno in meno... che differenza fa... basta guardare Marina di Sibari e i Laghi di Sibari... abbandonati a se stessi dove prima c'era un'oasi naturale tra le piu' importanti del meridione..." L'importante pero' e' che vengano decorati ed abbelliti da un bel "parco" (sic!) eolico, altrimenti non li vogliamo!

venerdì 2 giugno 2006
kley, Crema
è incredibile quello che si legge il "ministro" dice che è la regione che deve fare un programma per il turismo, era accettabile se diceva di abbandonare questo progetto perchè ci penserò io attraverso lo stato a far un progetto equivalente a questo e invece dice che ci sono 5 siti di importanza ambientali, beh forse non me ne sono mai accorto io ma non li ho mai visti, e Della Seta: sarebbe è inaccettabile un progetto di queste dimensioni rovinerebbe la principale risorsa della città cioè il turismo, ma si rendono conto o no, ma per loro il turismo cosè? è una contraddizione assurda. io direi di indire un referendum e votare a favore o contro visto che la città è nostra vogliamo decidere noi come con la stoppani perchè siamo gente inteligente responsabile e consapevole dei pro e dei pochissimi contro. battiamoci per questo non restiamo passivi a questa "ultima" possibilità




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