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Europaradiso, il mistero dell'area edificabile
venerdì 14 luglio 2006 | Solo un terzo (e neanche) dell’area destinata alla costruzione del primo lotto di EuroParadiso è riservata a grandi attrezzature alberghiere. E’ quanto si evince dal nuovo Piano regolatore generale della città le cui tavole qualcuno, tra tutti quegli architetti, ingegneri, esperti di urbanistica e consulenti ambientali che circondano mister Appel, deve aver letto alla rovescia. Eppure sono così chiare, soprattutto nella parte che riguarda la destinazione urbanistica delle zone a nord della città, in prossimità della foce dell’Esaro. E se non bastassero le tavole, ci sono le norme tecniche di attuazione, che spiegano per filo e per segno dove e cosa si può costruire su quell’area.
Le cartine parlano chiaro
Allo stato, secondo la versione definitiva del Prg e documenti annessi, neanche il primo lotto di EuroParadiso potrebbe vedere la luce. L’area interessata, in località Paglianiti, a nord del torrente Talese, può ospitare solo in parte ‘grandi attrezzature alberghiere’, il resto, cioè la gran parte, è destinata ad ‘attrezzature turistiche leggere’. Lo dice la relativa tavola del Prg che mostra l’area divisa in due colori: quella marrone scuro (la più piccola) per le grandi attrezzature alberghiere, la marrone chiaro (la più grande) per quelle leggere. Ma lo dicono anche le norme tecniche di attuazione, che alla scheda normativa 6.1.B “attrezzature alberghiere a sud della foce del Neto”, parlano di “un’area da destinare a strutture alberghiere” e “di un’estesa area da destinare ad attrezzature turistiche leggere”. Per capire quale sia la differenza di estensione tra le due aree basta consultare le cartine pubblicate in questa pagina, dalle quali si evince anche, e chiaramente, che oltre la metà del primo lotto di EuroParadiso ricade nella zona delle attrezzature leggere, zona che tutto può ospitare tranne gli alberghi a raggiera del mega villaggio. Ed infatti, sempre scorrendo le norme tecniche di attuazione, si scopre che in questa zona il Prg consente solo l’edificazione “di strutture turistiche quali campeggi (tende o bungalow in legno), lidi, chioschi, bar (…) strutture sportive e per il tempo libero”. Ma non ci avevano sempre detto che il primo lotto di EuroParadiso è conforme al Prg e che la variante allo strumento urbanistico, avviata a giugno dello scorso anno con delibera del Consiglio comunale, serve per mutare la destinazione d’uso degli altri terreni al fine di consentire la realizzazione di tutto il mega villaggio?
Il braccio di ferro tra Dinale e la Cur
L’area sulla quale dovrebbe sorgere il primo lotto di EuroParadiso si estende per circa 140 ettari ed è di proprietà dei fratelli Albino e Giuseppe Morelli; essa confina a nord con il fondo Bisogni, a nord con il fondo Caputo Rosso, ad est con il mare, ad ovest con le proprietà Proto, Via, Blotta, Mottola e Zurlo. Il nuovo Prg, che prevedeva gli insediamenti turistici solo fino al Talese, l’aveva destinata ad usi agricoli, rigettando l’osservazione dei proprietari (la n. 229) che avevano presentato un progetto per la costruzione di un loro villaggio turistico. Il progetto, infatti, secondo l’arch. Sergio Dinale, autore del Prg, era in contrasto con le linee guida dello strumento urbanistico, che prevedevano dal Talese al Neto solo zone agricole, per rispetto, tra le altre cose, dei vincoli ambientali che insistono da quelle parti. La trasformazione in area edificabile è avvenuta successivamente, ad opera della Commissione urbanistica regionale (Cur) che a dicembre del 2002 ratificò il Prg accogliendo alcune osservazioni che erano state respinte dall’arch. Dinale. Tra queste, quella dei fratelli Morelli. Tant’è che fu necessario inserire nelle norme tecniche di attuazione tra le schede normative 6.1 e 6.2 un’apposita scheda, appunto la 6.1.B, dedicata all’area Morelli.
La trasformazione dell’area da agricola in edificabile non fu indolore, nel senso che il progettista, pur acconsentendo (e non poteva fare altrimenti) alle prescrizioni della Regione, ha sempre cercato di limitare i danni per evitare inutili colate di cemento in quello spicchio di terreno che si affaccia sul mare, sconfina nel Sic ed è a due passi dalla foce del Neto. Di conseguenza, poiché alla Regione (chissà perché!) volevano che quell’area fosse tutta destinata a grandi attrezzature alberghiere, ne nacque un braccio di ferro tra il progettista Dinale e la Cur che si è trascinato fino ad agosto 2003, otto mesi dopo la ratifica da parte della Regione del nuovo strumento urbanistico. Dinale, infatti, di fronte alle prescrizioni della Cur che aveva accolto l’osservazione, acconsentì a destinare solo una piccola parte dell’area dei Morelli a grandi attrezzature alberghiere, riservando il resto alle attrezzature leggere, imponendo peraltro, attraverso la scheda normativa specifica di cui alla voce 6.1.B delle norme tecniche di attuazione, la costruzione di fabbricati a due piani per una volumetria complessiva di 400.000 mc, in deroga alla norma generale dell’art 73 delle stesse norme attuative che consente la costruzione di edifici a tre piani nelle aree destinate alle grandi attrezzature alberghiere. Ma la cosa non fu gradita agli ambienti regionali che, se da una parte accettarono che le grandi attrezzature venissero concentrate solo nella zona nord dell’area, dall’altra pretesero l’aumento dell’indice di edificabilità così come previsto dall’art. 73. L’arch. Dinale acconsentì, ma senza spostare di un millimetro i confini tra le due diverse destinazioni del fondo dei Morelli.
Gli ettari edificabili sono solo quarantasette
Tutti questi passaggi sono documentati. Abbiamo sotto mano la tavola del Prg in “versione definitiva marzo 2003 a seguito approvazione” che indica chiaramente la suddivisione dell’area in due distinte zone; abbiamo la stessa tavola in “copia conforme al Prg vigente così come definitivamente approvato dalla Regione Calabria con modifiche introdotte in sede di esame delle osservazioni, Crotone maggio 2004” ed anche questa conserva la destinazione voluta da Dinale in grandi attrezzature alberghiere ed attrezzature turistiche leggere; abbiamo poi la prima versione della scheda normativa 6.1.B con il limite dei due piani, e la versione “scheda normativa variata” con l’aumento della volumetria (imposto dalla Regione) da due a tre piani e da 400.000 a 861.744 mc, calcolati sulla base di un rapporto di copertura fissato al 20%.
Quanto fin qui riportato, sia ben chiaro, non pregiudica la costruzione del primo lotto del mega villaggio (fermo restando i vincoli ambientali). Basta approvare il progetto in variante quando arriverà in Consiglio comunale, per quanto riguarda l’estensione dell’area e, presumibilmente, anche della volumetria, ed il gioco è fatto: lo consente la legge. Ma che bisogno c’era, però, di ‘dimenticarsi’ di questo particolare, raccontando sempre alla stampa ed alla città che la variante serviva solo per costruire il resto del mega villaggio mentre il primo lotto era conforme al Prg? A parte le dichiarazioni rilasciate su questo punto in questi anni da autorevoli esponenti della vecchia giunta comunale di centrodestra, tutte tese a ribadire la conformità del primo lotto di EuroParadiso allo strumento urbanistico vigente, sono tante le cartine allegate agli elaborati progettuali del mega villaggio che, diversamente dalle tavole del Piano regolatore generale, indicano il fondo Morelli come interamente destinato a grandi attrezzature alberghiere. In particolare, ce n’è una, di grandi dimensioni, dell’Ufficio tecnico comunale, che reca la data novembre 2004 e riporta lo stato attuale dell’area e quello dopo l’intervento EuroParadiso. La zona interessata dal primo lotto viene erroneamente riportata, sempre con il colore marrone scuro, interamente destinata a grandi attrezzature alberghiere. E fin qui niente di strano… per chi non conosce le tavole del Prg. Ma la stessa cartina a colori è stata stampata anche in bianco e nero, e qui l’area del primo lotto di EuroParadiso appare correttamente (e stranamente) suddivisa tra grandi attrezzature alberghiere ed attrezzature turistiche leggere, come le tavole del Piano regolatore generale, quelle delle quali siamo in possesso noi e che dei complessivi 140 ettari del fondo Morelli, per la precisione 1.350.278 mq, ne assegnano solo 478.721 per la costruzione di grandi complessi alberghieri.
Non sappiamo se tutto questo sia il frutto di una dimenticanza oppure di altro… Certo è che a nessuno è venuto mai in mente in tutto questo tempo, dalla prima venuta degli israeliani ad oggi, di fare una telefonata al progettista del Prg per chiedere spiegazioni sulla destinazione di quell’area, come ci ha confermato al telefono da Mestre lo stesso arch. Dinale. Indietro | | |
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mercoledì 13 settembre 2006 osvaldo
Il grande imbroglio finalizzato ad una speculazione privata: questo è tutto a proposito di Europaradiso. Hai voglia a fare calcoli di cubature, superfici, terreni edificabili o no, area ZPS e via dicendo. La cosa principale è che il progetto di Europaradiso non c'è. Andate a chiedere alla Regione cosa hanno presentato e cosa vorrebbero fosse approvato. Si tratta di una planimetria, punto e basta. Il resto sono dichiarazioni di intenzioni. E su questa carta non è possibile fare valutazioni né di impatto né economiche né altro. Andate e chiedete e vedrete chi ha ragione...
lunedì 17 luglio 2006 Valeria
Io vorrei conoscere anche altre verità, sulle quali sino ad ora non è stata spesa una parola, il che mi fa sempre di più pensare che il tutto sia finalizzato solo a creare le premesse di una grande speculazione edilizia:
1) dove prenderanno l'acqua per far lavare 30.000 turisti più il personale di servizo?
2) e da dove arriverà l'elettricità per alimentare un villaggio che dovrebbe ospitare 30.000 turisti?
3) e dove si collegherà la rete fognaria, alla già asfittica rete crotonese?
Prima di costruire non si dovrebbe iniziare a pensare a come servire il villaggio dei servizi primari? Forse mi è sfuggito qualcosa, ma sino ad ora non ne ho sentito parlare da nessuno dei due sindaci.
P.s.: una risposta a Raffaele. Caro Raffaele qui gli israeliani non li ha portati un operatore turistico, ma uno dei proprietari dei terreni. Ma questa è un'altra storia!
lunedì 17 luglio 2006 domenico, mantova
a Crotone qualcosa si muoverà solo quando al primo posto verranno messi gli interessi della città e non quelli dei singoli
lunedì 17 luglio 2006 raffaele, roma
come vedi, cara Valeria, le nostro opinioni sono concordanti, di certo sono necessarie delle informazioni, alle quali sembra che noi "comuni mortali" non possiamo proprio accedere!!dimostrazone di ciò è il tanto numeroso numero di commenti al servizio quanti i dubbi e le perplessità espresse! per quanto riguarda lo "sbarco degli arabi" come qualcuno ha osato dire (con mio enorme dispiacere ed imbarazzo), non so chi lo abbia favorito, semplicemente ho riportato le informazioni che ho trovato all'interno del sito dei supporters di Europaradiso, visibile a tutti! ciò non toglie che sia una mezza verità o una falsità, per questo ti inviterei a dirmi qualcosa di più in proposito soprattutto alla luce delle tue supposte speculazioni!grazie
domenica 16 luglio 2006 Andrea, Londra
Come al solito in Calabria ogni possile miglioramento è visto con diffidenza da parte di autorità e cittadini
sabato 15 luglio 2006 maurizio esposito, crotone/ italia
io rimango sempre scettico per questo approdo di ebrei (con tutto il rispetto che meriatno e non sono neanche un antisemita) sulle nostre coste.... sfruttando il nostro territorio per l'oro arricchimento politico ed economico. La storia c'è lo insegna esempio l'arrivo degli inglesi nel territorio della presila per le industrie del legno.........infine un detto antico dice che non si fà niente per niente. a pretso ciaoooo
sabato 15 luglio 2006 raffaele, roma
chi scrive questo commento è un ragazzo appena ventenne, non molto informato a proposito della questione Europaradiso e comunque lontano dalla terra crotonese per motivi di studio. la presente, quindi, solo per porre alcune domande, sperando che qualcuno mi dia delle risposte. inizierei col dire che le poche cose che conosco le ho potute apprendere dalle righe di questo giornale, molto attento alla questione. la prima domanda sorge allora spontanea: com’è possibile che ci sia così poca informazione riguardo ad una questione che potrebbe cambiare (come più volte è stato scritto) il volto dei nostri paesi? in casi del genere non so di chi possa esser la colpa ma sono sicuro che delle reali questioni che stanno investendo l’ahimè ancora progetto Europaradiso, ne sono a conoscenza pochi eletti; testimonianza ne è il fatto che nella cittadina crotonese si sono fatte delle manifestazioni, un giorno dopo l’altro, dalle stesse persone, spinte a dire sì o no (come se fosse solo questo) a seconda di quale disparato argomento, pro o contra, arrivava al loro orecchio. la seconda questione che vorrei porre all’occhio del lettore è questa: per tutto il tempo che ho passato nel crotonese non mi sono mai reso conto che il luogo dove dovrebbe sorgere Europaradiso fosse una zona protetta ed invece negli ultimi tempi si scopre che gli ambientalisti la tengono a cuore, che è una riserva e che addirittura vi crescono delle species rare di piante etc. etc....lungi da me qualsiasi benevolo pensiero verso le colate di cemento ma, per esempio, il Neto mi è sempre parsa una discarica o comunque quelle persone che ritengono che quelle zone abbiano un certo valore, evidentemente, non hanno mai fatto niente per portarlo alla luce o comunque non ci sono riusciti. terzo ed ultimo problema: noi abbiamo una provincia, una regione ed uno Stato dove ci sta della “gente” che ci rappresenta, meglio, che dovrebbe rappresentarci e non ho mai sentito, visto o letto una seria azione politica provenire da nessuna parte. non bastano le prese di posizioni, occorre dialogo con gli investitori (già scritto) che non sanno la verità, ma ancora più importante è il compito di mediazione con il territorio o forse è troppo complicato aprire un tavolo concertativo con le parti sociali, moltissime, ognuna portatrice di un interesse proprio e pertanto tutte importanti ai fini della discrezionalità da usare nelle scelte. comunque anche se ciò dovesse risultare troppo complicato, che almeno i nostri politici si facciano carico delle scelte che gli competono che ci conducano ad un risultato (nel bene o nel male) con tutte le responsabilità del caso; credo cche con una certa volontà le modifiche al piano regolatore possano essere sì lente, ma l’ultimo dei problemi, viste le magie che si riescono a fare in proposito; o che almeno si confessi l’incapacità d’agire, l’incapacità politica in certi frangenti. benvenga il coinvolgimento sociale, com’è giusto che sia in situazioni che potrebbero sconvolgere un intero scenario ma che qualcuno ci dica a che punto siamo, se dobbiamo aspettarci che gli investitori malcapitati scappino, le opere che verranno realizzate, il come, il quando e soprattutto il perchè di certe situazioni. un commento così lungo forse alimentato dalla paura che ciò di cui avremmo bisogno ci è stato offerto e che noi abbiamo violentemente tirato la mano indietro, eppure mi è sempre stato insegnato che la nostra terra ha bisogno d’investimenti. chiudo, con la speranza che Europaradiso possa cambiare quella che oggi è, senza nessuna ipocrisia, una valle di lacrime!
sabato 15 luglio 2006 raffaele
errata corrige: vengo a conoscenza che in realtà una riunione è stata fatta, era presente un gran numero di politicanti che hanno concluso con un nulla di fatto, e di parti sociali neanche a parlarne...basti pensare che ci aveva fatto conscere la nostra zona agli israeliani, un operatore turistico che merita tanto di cappello, non è stato fatto entrare perché non dotato di potere istituzionale!!!
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