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Strongoli, in cella quattro uomini della cosca Giglio

martedì 28 aprile 2009

 

I carabinieri hanno notificato a quattro persone di Strongoli un ordine di carcerazione emesso dalla procura generale presso la corte d’appello di Catanzaro. Si tratta di Pasquale Leotta, 40 anni; Mario Giuseppe Fazio, 39 anni; Giuseppe Girardi, 32 anni, e Salvatore Tesoriere, 37 anni, che devono scontare una pena, divenuta definitiva dopo la sentenza della Cassazione del 15 aprile scorso, inflitta nell’ambito del processo ‘Obra’ contro gli affiliati alla cosca di Salvatore Giglio, boss di Strongoli. In particolare Leotta deve scontare ancora 3 anni e 10 mesi di reclusione; Fazio 4 anni di reclusione; Girardi 5 anni e 6 mesi di reclusione; Tesoriere 2 anni di reclusione. I primi tre sono stati condannati per associazione mafiosa, il quarto per estorsione.
Proprio le estorsioni, secondo quanto accertato dagli inquirenti e confermato dalle sentenze, erano la principale attività esercitata dalla cosca a danno di imprenditori della zona; tangenti sotto forma di denaro contante che sarebbe servito ad aiutare le famiglie degli amici in carcere; o sotto forma di lavori che le imprese sarebbero state costrette a cedere in subappalto; o, infine, mascherate da assunzioni di comodo a beneficio di persone che non avrebbero mai effettuato un giorno di lavoro. Tra le vittime eccellenti di questo sistema anche la centrale Biomasse di Strongoli costretta a pagare mazzette e fare assunzioni durante i lavori di costruzione.
Oltre che per Leotta, Fazio, Girardi e Tesoriere, è diventata definitiva anche la condanna a 16 anni e 9 mesi di reclusione inflitta a Salvatore Giglio, riconosciuto l’organizzatore della cosca e di tutte le attività criminose, e quella a 10 anni di reclusione inflitta a Enrico Miglio, ritenuto il braccio destro di Giglio.
(d.p.)

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