| Le continue intimidazioni subite dal sostituto procuratore della repubblica di Crotone Pierpaolo Bruni hanno indotto l’onorevole Angela Napoli, componente della commissione parlamentare antimafia, a rivolgere una interrogazione a risposta scritta ai ministri della Giustizia e dell’Interno nella quale si chiede di incentivare le misure di protezione a favore del magistrato.
“Il sostituto procuratore della Repubblica di Crotone, Pierpaolo Bruni - si legge nell’interrogazione - è titolare di importanti inchieste e processi che coinvolgono ’ndrangheta, politica ed imprenditoria ed è anche titolare di analoghe importanti inchieste sulle cosche del crotonese”. In proposito la parlamentare fa riferimento al maxiprocesso ‘Heracles’, nel corso del quale il pm Bruni ha chiesto 91 condanne, per un totale di 928 anni e sei mesi di reclusione, e la cui sentenza è attesa per questi giorni. “Gli imputati sono presunti affiliati alle cosche del crotonese e colletti bianchi accusati di collusione con i clan di quel territorio; è ormai noto - sottolinea l’on. Napoli - che la ‘ndrangheta è l’organizzazione criminale più potente, pervasiva e pericolosa e che è riuscita, soprattutto in Calabria, a tessere rapporti con i mondi politici, imprenditoriali e massonici della Regione; recentemente sono stati concessi gli arresti domiciliari al presunto magazziniere della cosca di Papanice, Rocco Aracri, 26 anni, condannato nel dicembre scorso a sei anni di reclusione e sul quale, nel processo Heracles, grava una richiesta di condanna a 15 anni per associazione mafiosa, estorsioni e droga; inoltre, analoga perplessità desta la concessione degli arrestati domiciliari a Guglielmo Bonaventura, organico alla cosca Vrenna, anche lui coinvolto nel processo Heracles”. Nell’interrogazione l’on. Napoli ricorda quindi che “il magistrato Bruni è stato oggetto di un piano predisposto dalla ’ndrangheta per la sua uccisione, con l’utilizzo di armi in dotazione alle cosche, tra cui lanciarazzi, bazooka ed esplosivo; nello scorso mese di gennaio sono trapelate le notizie relative ad un attentato attuato sull’autovettura del padre del magistrato Bruni, sul ritrovamento, in una rimessa per imbarcazioni, di due scatole vuote per pistole sul sellino dell’acquascooter dello stesso magistrato e la strana presenza una sera, nei pressi della sua abitazione, di due uomini coperti con sciarpe e cappelli; di oggi la notizia di un messaggio, fatto pervenire al sito on line del giornale ‘il Crotonese’, nel quale viene rivolta una minaccia di morte per il sostituto procuratore, Pierpaolo Bruni; l’interrogante ribadisce che il pm Bruni da diversi anni continua ad occuparsi di delicate ed importanti inchieste che vedono il coinvolgimento di uomini della ’ndrangheta crotonese ed anche di colletti bianchi (esponenti politici, imprenditori ed altri).
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