| “Ci sono cinque punti fondamentali al centro del mio programma che sto costruendo ascoltando i cittadini: sanità, sicurezza, ambiente, infrastrutture e lavoro; e sono tutti sulla stessa linea, tutti al primo posto. Ma al primissimo posto c’è la macchina regionale”. È dalla burocrazia che incrosta la nostra Regione che vuole iniziare la propria “rivoluzione civile” il candidato a presidente Filippo ‘Pippo’ Callipo, sostenuto dall’associazione ‘Io resto in Calabria’, da lui stesso fondata, da Italia dei valori e dalla lista Pannella-Bonino. L’uomo che produce l’omonimo tonno in scatola, però, ritiene fondamentali anche altri due punti per poter risollevare le sorti della Calabria: la sicurezza e lo sport che educa i giovani.
Callipo ha tenuto a battesimo la lista di ‘Io resto in Calabria’ nel pomeriggio di sabato 6 marzo al Lido degli scogli di Crotone, dove ha incontrato i simpatizzanti e gli aderenti anche delle altre liste. Ed è in questa occasione che ha affermato che se non si rimette a posto “la macchina regionale, non si può fare molto di meglio” nella gestione dell’ente Regione, in quanto ci vuole “un’organizzazione che asseconda” gli amministratori. Perciò i dipendenti regionali occorre “sensibilizzarli, professionalizzarli e metterli nelle condizioni di esprimersi dotandoli di strumenti informatici e dando incentivi alle persone che lavorano”. “Se riusciamo in questo - ha affermato ancora Callipo - la macchina regionale comincerà a dare risposte ai cittadini; dare servizi ai cittadini sarà la nostra funzione”. Una migliore gestione delle risorse umane è alla base anche per far decollare la montagna e l’industria della forestazione: “i forestali sono un patrimonio; due cose possiamo fare: o li facciamo espatriare o li facciamo lavorare. Finora si è preferito pagare chi poi spegne gli incendi piuttosto che pulire i boschi”.
La scure di Callipo, se sarà eletto, colpirà anche i consiglieri regionali dimezzandone lo stipendio: “un consigliere regionale della Calabria arriva a guadagnare 12-13 mila euro al mese; con questa cifra ci campa per un anno una famiglia di operai. Non è possibile che lo stipendio base di un consigliere in Toscana sia di 4.500 euro e da noi di 8.500! Inoltre, sapete, si sono assegnati anche una liquidazione di fine mandato che per cinque anni è di 70 mila euro”.
Callipo ha espresso la convinzione che “la gente vuole sentire un cambiamento immediato e repentino” e perciò si è detto sostenitore di “una rivoluzione pacifica e civile per riportare la nostra regione alla normalità”. I 34 candidati consiglieri della sua associazione ‘Io resto in Calabria’, pescati anche tra gli emigrati come l’imprenditore edile Gregorio Procopio originario di Isola Capo Rizzuto ma trapiantato in Lombardia, li ha presentati come “rivoluzionari”: “non ho chiesto loro quanti voti mi portate, ma ho chiesto se è gente onesta e trasparente”.
Ha poi espresso solidarietà ai lavoratori che protestano per salvare il proprio posto di lavoro dell’ex Sasol e delle altre realtà in crisi di Crotone (“quando è venuto a trovarci in fabbrica il cavaliere si è commosso”, ha poi confidato alla platea il sindacalista della Cisl Francesco Chiaravalloti). “Il governo regionale su questi problemi dovrebbe essere presente - ha affermato Callipo - Non c’è la volontà di farle queste cose. Il problema è che non hanno la faccia, la dignità e la forza di andare a Roma e battere i pugni sul tavolo. La nostra classe politica non gode di stima a Roma, finora non abbiamo avuto gente credibile che poteva rappresentare dignitosamente la Calabria”.
“L’importante - ha aggiunto ancora Callipo - è il nostro pensiero di cambiamento; dobbiamo abolire la figura del ‘compare’, gli chiuderemo le porte. Dobbiamo far riconquistare la dignità ai calabresi che per anni è stata sottomessa a chi ha tutto l’interesse a farci restare in una situazione di bisogno così ci possono utilizzare; dobbiamo dire basta”. “Non ho velleità di andare a fare il governatore - ha confidato l’imprenditore vibonese - se mi sono candidato è solo perché uno che ha raggiunto una certa posizione nella vita si deve guardare indietro e vedere anche gli altri come stanno. Il mio impegno per il sociale c’è stato da sempre”. Riguardo alle spese della campagna elettorale, Callipo ha lanciato una frecciatina agli altri due candidati: “Io sto bene, ma non ho la possibilità di fare la campagna elettorale con gli stessi mezzi degli altri; non sta bene farla da presidente e da sindaco utilizzando le macchine e le strutture che pagano i cittadini. Io mi finanzio da solo, aiuti economici non ne voglio da nessuno perché non voglio poi avere debiti psicologici. Per tutte queste ragioni vi chiedo di fare il passaparola”.
Emilio Genovese Indietro |