| “Sono 773, fino ad oggi, i casi di tumore inseriti nel Registro di Crotone”. Carmine Spadafora e Giancarmine La Greca, rispettivamente responsabile e dirigente medico del Registro tumori di Crotone, ci fanno capire che questo importante strumento della sanità è ormai una realtà nella nostra provincia.
Da anni i cittadini crotonesi denunciavano la mancata istituzione della banca dati dell’Airtum (Associazione italiana registri tumori). In un territorio fortemente inquinato dall’attività delle industrie e con l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) che in ogni Rapporto sullo stato di salute in Italia evidenziava come a Crotone si muore di tumore più che altrove, istituire il Registro per conoscere i casi, l’incidenza, l’evoluzione della malattia o gli interventi di prevenzione, era ormai inevitabile.
L’iter non è stato semplice anche perché è stabilito che per l’istituzione del registro un territorio debba avere almeno 250mila abitanti, parametro impossibile per la provincia di Crotone che conta poco più di 173mila abitanti. E anche se l’Airtum descrive i registri italiani come “registri di popolazione in cui sono raccolti i dati relativi alle malattie tumorali di tutti i residenti di un determinato territorio che può essere una singola città o un’intera regione, una provincia o il territorio di un’azienda sanitaria”.
Comunque, “per superare l’ostacolo - racconta Spadafora - l’escamotage è stato quello di istituire nell’ottobre del 2008 un registro comune con la provincia di Cosenza siglando un apposito protocollo d’intesa e nominando due distinti referenti, uno per l’area cosentina e uno per l’area del crotonese”. “Il nostro registro - continua Carmine Spadafora - è inserito nell’ambito dell’Unità operativa di educazione sanitaria e screening e oltre che da me che sono il responsabile, il lavoro è guidato dal dottor Giancarmine La Greca, dirigente medico, il quale è coadiuvato da due amministrative che materialmente inseriscono i dati; il personale è sottodimensionato ed è nostra intenzione, in futuro, inserire almeno la figura di un esperto in statistica”.
Il lavoro dell’equipe crotonese è supportato dagli esperti del Registro tumori di Napoli. L’inserimento dei dati è stato avviato da circa un mese e mezzo, dopo varie simulazioni e dopo avere dotato la struttura, negli ultimi mesi del 2009, degli strumenti tecnologici adeguati e di una rete interna dedicata per garantire il rispetto della privacy.
I dati inseriti riguardano il periodo di tempo che va dal 2006 ad oggi, ovvero degli ultimi cinque anni, perché sono i dati recuperabili e confrontabili e perché ‘i cinque anni’ rappresentano l’arco temporale durante il quale una malattia può essere considerata in remissione.
“I 773 casi fino ad oggi inseriti - ci spiega il dottore La Greca - sono riferiti agli anni 2006, 2007 e 2008 per i tumori alla mammella, al colon - retto e all’utero, in particolare l’inserimento è quasi completo (90% dei dati inseriti) per il tumore alla mammella, siamo al 70% per il colon - retto e l’utero, naturalmente attendiamo dati da fuori regione perché per queste malattie abbiamo una migrazione sanitaria che fa paura”.
E aprendo una breve parentesi sulla migrazione sanitaria, il dottore Giancarmine La Greca comincia a leggere i dati di uno studio ad hoc realizzato in Sicilia dal dottore Anselmo Madeddu e presentati al convegno Airtum a Cosenza il 25 febbraio scorso. Ebbene, nella provincia di Crotone, per tutti i ricoveri del 2007, il 34,2% dei casi sono rimasti in provincia, il 24,6% si è diretto a Catanzaro, il 9% nel resto della Calabria, il 32,3% fuori regione; le fughe più elevate fuori regione sono avvenute per i tumori alla tiroide (77%), ai polmoni (42%), alla mammella (41%) e al fegato (41,5%). “La mobilità fuori regione non esiste, invece, per la chemioterapia”, dice La Greca, segno evidente che il reparto di oncologia del “San Giovanni di Dio” funziona.
Dai dati inseriti non è possibile ancora estrapolare alcunché. Le procedure Airtum prevedono che siano inseriti i dati di tre anni, gli stessi poi devono essere validati dall’associazione e per quanto riguarda Crotone, naturalmente, la validazione dovrà avvenire di concerto con Cosenza visto che il registro è unico. “Saranno necessari altri mesi di lavoro per l’accreditamento - sottolinea Carmine Spadafora - Solo dopo potremo estrapolare notizie sul nostro territorio, evidenziare se negli ultimi anni c’è stata una maggiore o minore incidenza per queste patologie e, di conseguenza, promuovere azioni educative, sanitarie e di bonifica ambientale per migliorare la qualità della vita”.
L’unica notizia, tra l’altro confortante, che il dottore La Greca ci fornisce, è che dal 2006 al 2008 c’è una diminuzione dei casi di tumore alla mammella. Un dato che secondo Spadafora può essere spiegato con l’attivazione dello screening da parte dell’azienda sanitaria. E anche in questo caso si apre una breve e polemica parentesi in quanto la risposta della popolazione femminile del nostro territorio alla richiesta di screening per le patologie che riguardano il collo dell’utero e la mammella sembra essere piuttosto blanda. Per 100 inviti spediti ad altrettante donne solo 40 fanno prevenzione. Ma questa è un’altra storia, sebbene direttamente collegata ai casi di incidenza di determinate patologie.
Come sito d’interesse nazionale da sottoporre ad interventi di risanamento ambientale, a Crotone l’istituzione del registro tumori era necessaria, ma è da sfatare l’idea che il nostro fosse l’unico territorio italiano ad avere problemi con l’istituzione della struttura. Scorrendo sul sito Airtum le aree coperte dall’attività dei registri si nota la scarsa omogeneità che esiste tra i vari territori: al Nord la popolazione coperta da un registro è il 50%, al Centro il 25,5% al Sud e Isole il 17,9%; più in generale è il 33,8% della popolazione italiana ad essere coperta da un registro accreditato. Per quanto riguarda la Calabria, allo stato attuale, l’unico registro, accreditato tre mesi fa circa, è quello di Catanzaro.
MARIA ROSARIA PALUCCIO
(l'articolo integrale sull'edizione in edicola da martedì 27 luglio) Indietro |