Home Page Sfoglia il giornale in formato PDF Sfoglia l\'archivio delle notizie pubblicate nel nostro sito Scopri le bellezze e la storia della provincia di Crotone Luoghi, orari e numeri di telefono di uffici pubblici di Crotone e circondario Partecipa attivamente al Crotonese. Discuti con noi nei nostri Forum Lascia una firma del tuo passaggio sul nostro sito. Firma il Guestbook Vuoi sapere come spedirci un messaggio? Clicca qui.

Home Page


Registrati per usufruire dei servizi de Il Crotonese Iscriviti alla banca lavoro. Le tue competenza potrebbero servire Cerco...offro...sul nostro mercato on-line Previsioni del tempo per Calabria ed Italia Tutti i migliori motori di ricerca in una sola pagina Link utili per ogni argomento
Accedi alla tua e-mail

Utente     

Password 

Omicidio Megna, Franzè e Monteleone scaricano Russelli

giovedì 29 luglio 2010

 

Hanno scelto di rispondere alle domande del giudice Antonio Franzè e Alfredo Monteleone, i due crotonesi tratti in arresto venerdì della scorsa settimana dalla squadra Mobile di Crotone che nei loro confronti ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip di Catanzaro Camillo Falvo con l’accusa di favoreggiamento aggravato dalle modalità mafiose. Provvedimento che, contestualmente, è stato notificato in carcere a Pantaleone Russelli, accusato di essere l’autore dell’agguato avvenuto alla vigilia della Pasqua 2008, nel quale venne assassinato il boss di Papanice Luca Megna e rimasero ferite la moglie Daniela Carcea e la figlia, la piccola Gaia, colpita alla testa, ma anche ad un altro presunto favoreggiatore, Roberto Bartolotta, già detenuto per l’operazione ‘Perseus’. Bartolotta, interrogato lunedì scorso nel carcere di Genova alla presenza dell’avvocato Aldo Truncé, ha negato di aver avuto un ruolo nella vicenda asserendo di essersi limitato ad accompagnare il suo congiunto Leo Russelli ad Imola, dove il boss è stato poi catturato nel luglio del 2009. Russelli, invece, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Franzè, assistito dall’avvocato Francesco Verri, è comparso martedì mattina davanti al giudice Paolo De Luca, confermando che Russelli si presentò all’improvviso a casa sua soltanto la mattina del giorno di Pasqua (e non nelle ore immediatamente successive alla sparatoria) senza ricevere però ospitalità, tanto è vero che dovette trovare una diversa sistemazione. Inoltre, lo stesso Franzé avrebbe accompagnato a Imola la moglie e i figli del latitante ma non Leo Russelli. Una posizione, questa, analoga a quella assunta da Alfredo Monteleone che, assistito dagli avvocati Vincenzo Ioppoli e Leo Sulla, ha spiegato di aver negato anche lui il suo appoggio a Russelli. Il nome di Monteleone, peraltro, compare in una sola circostanza, quando, parlando con Michele Covelli, gli riferisce di aver appreso da Franzé che Russelli aveva bisogno di aiuto.
(l'articolo integrale sull'edizione in edicola da giovedì 29 luglio)

Indietro

 



Lascia i tuoi messaggi anonimi o pubblici su CrotoneWeb Vieni sui canali IRC a chattare semplicemente dalla nostra pagina web, senza bisogno di alcun programma aggiuntivo Divertiti con alcuni giochi sul nostro sito Cosa ti risevano le stelle per oggi? Scoprilo su CrotoneWeb Scarica alcuni programmi utili per il tuo PC su CrotonwWeb