Il Parco nazionale della Sila chiede più supporto ai Carabinieri

I Carabinieri forestale a cui il Parco della Sila chiede maggiore presenza sul territorio

La Comunità del Parco Nazionale della Sila chiede maggior supporto ai Carabinieri, in termini di uomini e di mezzi. I Carabinieri, come è noto, hanno assorbito il Corpo Forestale, ereditandone le funzioni di contrasto al bracconaggio ed ai reati ambientali in genere, nonché quelle di controllo del territorio. Ma a causa del momento di transizione da un corpo all’altro, si sono di recente vissute delle situazioni di emergenza dovute proprio all’organico sottopotenziato.

Il Parco nazionale della Sila non è nuovo a questo tipo di segnalazioni: da mesi il commissario straordinario dell’Ente parco,  Sonia Ferrari, insieme alla direzione del Parco, sollecita una maggiore presenza dell’Arma, soprattutto in occasione dell’emergenza incendi dell’ultima estate. “Non è pensabile poter vigilare con così pochi uomini su un Parco che copre ben tre province. È indispensabile che si prenda atto di questa realtà ai vertici dei Carabinieri”, fa notare il commissario Ferrari.

«Data la vastità della nostra area protetta, quasi 74.000 ettari – ha ricordato il presidente della Comunità del Parco Nicola Belcastro, motivando la richiesta – è indispensabile un supporto in termini di uomini e mezzi che sia confacente alle necessità derivanti dal contrasto alle attività criminose e, più in generale, a vigilare sullo stato delle nostre foreste. È impensabile poter mantenere lo stretto controllo che un’area protetta richiede senza una maggiore collaborazione dell’Arma in questo senso».

Ultima modifica: 17 ottobre 2017