Pesce replica a Sculco: su di lui cose ben più gravi da dire

CROTONE – Il consigliere comunale Franco Pesce, capogruppo dei Demokratici finché alcuni giorni fa lo stesso Sculco lo ha licenziato, non ci sta e replica a muso duro alle accuse che il leader di via Roma gli ha mosso pubblicamente in una nota dalla carica che rivestiva nel Consiglio comunale di Crotone.

“Il grande Capo, ovvero il sig. Enzo Sculco, ne ha detto un’altra delle sue. Quando non ha argomentazioni convincenti per fornire giustificazione alcuna alla difficilissima situazione che, sotto gli occhi di tutti, la nostra città sta vivendo ormai da mesi, non trova arma migliore che quella di ingiuriare l’avversario e di volgersi così alla di lui cronistoria personale, per cercarvi cavilli su cui poggiare le accuse più diverse, non conta quanto fondate o meno. Se facesse la stessa cosa il sottoscritto, avrebbe cose ben più gravi da dire e che non esplicita sia per il fatto che le stesse sono ampiamente note a tutti, sia perché non vuole attardarsi in un dialogo politico di così basso e meschino livello”.

Quindi l’affondo di Pesce.
“Quel che è sicuro è che il sottoscritto non si è accostato certo, come altri, alla politica per trovarvi un comodo sostentamento, in quanto ha di che vivere grazie alla sua onorevole professione. Null’altro che idealità e tanto amore per la propria città, dunque, nel fare, da parte sua, politica in questi anni e, se gli è toccato una volta di cambiare casacca, ciò è da imputarsi non certamente alla ricerca di qualche prebenda più sostanziosa, ma, in primo luogo, perché, come già chiarito, non ne ha mai avuto bisogno e, in secondo luogo, perché, specie di questi tempi e dalle nostre parti, in politica tocca spesso andare incontro ad amare delusioni; non ultima quella dell’attuale amministrazione che grandi aspettative aveva suscitato nella maggior parte della popolazione”.

“E poi, da quale pulpito proviene l’accusa delle “acrobatiche e sistematiche piroette”, proprio da un maestro delle piroette, che sa bene quando più gli conviene farle. Spiace profondamente al sottoscritto che, piuttosto che entrare nel merito delle vere piaghe che attanagliano la nostra città, si preferisca continuare ad adoperare l’arma del fango e della calunnia. Ma tant’è, nostro malgrado, per cui il sottoscritto si vede costretto a smontare una per una le accuse lanciate contro la sua persona.
Se il sottoscritto, nello svolgimento del ruolo di presidente di commissione prima e di capogruppo dopo, abbia o meno fornito un adeguato contributo, lo si lasci giudicare ai componenti di detti organismi politico-istituzionali; la persona meno idonea a farlo è proprio lui ,che da via Roma ha orecchie solo per ascoltare quanto più è di sua convenienza. Quanto, infine, all’accusa di “avvelenatore di pozzi”, che si diletterebbe a svolgere in modo seriale il ruolo di “divisivo”, il sottoscritto trova che detta accusa offende, prima ancora che se stesso, quanti, a vario titolo, hanno avuto modo di lavorare con lui e che senza dubbio possiedono una rispettabile personalità e capacità di discernimento politico tali, da poter decidere in assoluta autonomia ogni propria importante scelta”.

C’è da giurare che non finirà qui.

Ultima modifica: 14 ottobre 2017