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Tommaso Tedesco


Per il perdurare del dominio bizantino sul territorio meridionale si assiste nel periodo tardo antico ad una vera e propria riellenizzazione della Calabria, legata anche alla proselitismo sorto attorno alla figura di S. Basilio Magno. In gran parte degli attuali centri abitati della provincia il rito greco nelle funzioni religiose era molto diffuso. L'architettura e le tradizioni risentono ancora oggi di questa influenza, anche se ormai è difficile trovare i ‘segni’ di questa cultura. Diverso è invece la presenza di minoranze albanesi sul territorio provinciale. Queste popolazioni emigrate dall'Albania, in seguito alle pressioni territoriali turche, nel sec. XV e XVI si riversarono sulle coste orientali calabre. Nei paesi fondati dagli albanesi ed in quelli dove l'influenza di questa popolazione è stata rilevante, in particolare a Verzino, Pallagorio, Carfizzi, S.Nicola dell'Alto e negli agglomerati del versante settentrionale della Sila Greca l'edilizia non è molto diversa da quella descritta, tuttavia non manca qualche motivo architettonico che richiama la tradizione albanese. Infatti, a parte la maggiore frequenza dei tetti piatti, compaiono spesso scale e terrazini, avancorpi e porticati sormontati da terrazze, fumaioli e decorazioni di cornicioni del tutto caratteristici, senza considerare l'usanza di imbiancare i muri esterni a calce. Al disboscamento indiscriminato di vaste parti dei versanti settentrionale e orientale della Sila contribuì anche, a partire dalla seconda metà del XV sec., il popolamento ad opera degli albanesi che si stabilirono ai bordi della Sila Greca e tra Savelli e Strongoli, incoraggiati dai baroni locali i quali offrivano vantaggiose proposte di insediamento nei loro feudi.



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