Catanzaro, fuori busta e vacanze a spese dell’Asp. Coinvolto anche dirigente crotonese



I finanzieri del Nucleo di polizia tributaria di Catanzaro hanno eseguito, nella provincia di Catanzaro e a Crotone, misure cautelari personali e reali nei confronti di 12 dipendenti pubblici, dirigenti e funzionari dell’Azienda sanitaria provinciale di Catanzaro.

Il provvedimento è stato emesso dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Catanzaro, Barbara Saccà, su richiesta del sostituto procuratore Fabiana Rapino, coordinata dal procuratore aggiunto Giovanni Bombardieri.

Le indagini hanno consentito di accertare l’indebita appropriazione nonchè la distrazione di fondi, di matrice comunitaria, concessi allAsp di Catanzaro per la partecipazione al progetto denominato “Stopandgo”, finanziato dalla commissione europea nel 2013 per oltre 760 mila euro con l’obbiettivo di migliorare il sistema di forniture pubbliche di beni e servizi socio-sanitari a beneficio della popolazione anziana, anche mediante approvvigionamento di servizi potenziati dalla telemedicina e dalla domotica, vale a dire la possibilità di rendere disponibili sistemi domiciliari più tecnologici di sostegno sanitario e salvavita.

In realtà, a fronte di tali previsioni, è stata svolta solo un’attività minimale concretizzatasi esclusivamente in una consultazione di mercato ai fini esplorativi.

Le indagini svolte dai finanzieri hanno, infatti, consentito di accertare che i pubblici ufficiali indagati, coinvolti a vario titolo nell’attuazione dell’iniziativa, una volta ottenuta l’anticipazione finanziaria dall’istituzione europea, per un ammontare di oltre 300 mila euro, anzichè perseguire gli obiettivi prefissati, hanno sperperato le citate provvidenze.

Più nello specifico, i responsabili si sono indebitamente appropriati, nel corso di due anni (2014-2016), di oltre 166 mila euro, attraverso l’elargizione, a se stessi, di cospicui emolumenti per il fittizio apporto lavorativo fornito da ciascuno. In particolare, G.R., di 54 anni, destinatario di ordinanza di custodia cautelare degli arresti domiciliari, responsabile unico nonchè referente del progetto, ha reiteratamente richiesto, ed ottenuto, per sè e per altri dieci indagati, la liquidazione di ingenti indennità “fuori busta paga”, illecitamente spesate con denaro proveniente dai citati fondi europei, predisponendo la documentazione connessa a tali erogazioni illecite con il concorso di I.R., di anni 49, anch’egli colpito dalla medesima ordinanza restrittiva.

Lo stesso dirigente, peraltro, si è appropriato di ulteriori 13 mila euro circa a titolo di rimborsi spese per svariate trasferte, sia in Italia che all’estero, mediante la predisposizione di specifici giustificativi di spesa falsi ovvero alterati nel loro contenuto. Esemplificativo delle condotte delittuose perfezionate è il caso di una trasferta in Spagna, effettuata dallo stesso dirigente responsabile, allorquando, nel portare al seguito il proprio nucleo familiare, ha addebitato i relativi costi a carico del finanziamento progettuale.

Inoltre, G.R, con il concorso di F.F., di anni 60, interdetto dai pubblici uffici, ha distratto ulteriori 122 mila euro circa per stipulare un protocollo operativo nei confronti di un altro partner nazionale del progetto Stopandgo, già destinatario, per la stessa funzione, di specifici stanziamenti.

Il perfezionamento delle condotte illecite è stato reso possibile grazie anche al favoreggiamento posto in essere da G.P., crotonese di 49 anni, dirigente amministrativo dell’azienda sanitaria, colpito da interdizione dai pubblici uffici, il quale, da un lato, si è speso affinchè la dirigenza aziendale non denunciasse la vicenda all’autorità giudiziaria, dall’altro, ha fornito indicazioni ai responsabili sulle modalità di predisposizione della documentazione giustificativa idonea a eludere i controlli.

I provvedimenti cautelari eseguiti si sono quindi sostanziati in 2 arresti domiciliari nei confronti dei citati romano giuseppe e rocca ieso, 7 misure interdittive (sospensione immediata dall’esercizio di un pubblico ufficio o servizio per la durata di un anno) nella notifica di tre informazioni di garanzia nei confronti di altri dipendenti dell’Asp, nonchè nel sequestro preventivo per equivalente effettuato nei confronti degli indagati.

La misura cautelare reale, ammontante ad oltre 300 mila euro, ha avuto riguardo a disponibilità finanziarie e cespiti immobiliari riconducibili agli indagati, individuati grazie agli accertamenti economico-patrimoniali svolti dai finanzieri.

Ultima modifica: 18 July 2017