Stadio Ezio Scida, il tempo stringe, ma la Prefettura si è defilata ed il Ministero tace


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CROTONE – La vicenda dello stadio Ezio Scida rischia di concludersi nel peggiore dei modi. Giovedì 19 luglio scade il termine per lo smantellamento delle strutture amovibili utilizzate per l’ampliamento delle tribune all’indomani della promozione dell’Fc Crotone in serie A. Il Comune è convinto che faccia fede la richiesta di una nuova autorizzazione provvisoria inoltrata mesi fa, in attesa della costruzione del nuovo stadio la cui pratica sembra essere passata in poco tempo dalle parole ai fatti. Ma il Ministero tace, nonostante il percorso tracciato di comune accordo che avrebbe dovuto portare all’apertura di un tavolo tecnico in Prefettura.

Il tempo stringe ed a piazza della Resistenza cominciano a temere che qualcosa potrebbe non andare per il verso giusto, con grave danno per la città che si vedrebbe privata dello spettacolo delle partite interne del prossimo campionato di serie B, o addirittura della massima serie in caso di ripescaggio a seguito della retrocessione del Chievo per una storia di presunti illeciti di bilancio. Per questo motivo sindaco ed assessori al ramo hanno preso carta e penna e dopo una lunga consultazione con il mega dirigente Giuseppe Germinara, hanno inviato venerdì mattina, prima di chiudere bottega per il fine settimana, una missiva a Soprintendenza e ministero dei Beni culturali.

La lettera fa riferimento all’incontro del 26 giugno nei locali della Soprintendenza a Cosenza. “Considerato quanto allora discusso e riprodotto nel processo verbale della riunione sottoscritto, constatiamo che non è ad oggi intervenuta alcuna convocazione da parte della Prefettura di Crotone”, scrivono Ugo Pugliese e gli assessori Salvatore De Luca e Giuseppe Frisenda. “Al fine, quindi, di dare impulso al procedimento amministrativo intrapreso e di ottemperare a quanto verbalizzato, riteniamo utile porre a disposizione della Sovrintendenza la documentazione, già in parte esibita durante l’incontro del 26 giugno, necessaria all’Ente per la valutazione del procedimento autorizzativo in corso”.

Uno dei problemi, a quanto pare, è che la Prefettura non sembra avere molta voglia di entrare in questa vicenda. Non si spiega altrimenti il silenzio dell’ufficio territoriale del Governo che in questa storia, ricordano sindaco ed assessori, è stato coinvolto dallo stesso Ministero con una nota del 22 giugno scorso. Sono trascorsi oltre venti giorni, infatti, è della convocazione di un tavolo tecnico si sono perse le tracce, tant’è che al Comune hanno cercato di rimediare dialogando direttamente (ed informalmente) con Roma. Ma anche il Ministero, che aveva promesso (informalmente) un incontro, tace, alimentando la sensazione di disagio e di timore che aleggia tra le fila dell’amministrazione Pugliese, a soli cinque giorni (domenica compresa) dalla scadenza dell’autorizzazione biennale non prorogabile concessa nel 2016 per l’ampliamento.

Il Comune fa leva sugli strumenti già messi in campo e da tempo all’attenzione dei responsabili dei beni culturali: lo studio tecnico che dimostrerebbe la pacifica convivenza tra le strutture metalliche amovibili ed i reperti archeologici sottostanti; la scelta definitiva dell’area dove sorgerà il nuovo stadio; l’accordo che sancisce l’unione d’intenti con la società sportiva. E chiede tre anni di tempo per portare a termine i lavori dell’impianto nella zona nord della città, nei pressi del cavalcavia tra le statali 106 e 107; a questo proposito l’ente informa il Ministero che l’Fc Crotone “ci ha confermato essere in corso la predisposizione di uno studio di fattibilità, propedeutico all’attivazione della procedura semplificata di variante urbanistica” che consentirà di anticipare i tempi.

La lettera è già sulla memoria del computer del direttore generale di settore del ministero dei Beni culturali, che la leggerà, verosimilmente e se tutto va bene, lunedì mattina. A quel punto scattera la conta dei giorni, anzi delle ore in attesa di una telefonata da Roma, “una convocazione – sollecitano il sindaco Pugliese e gli assessori De Luca e Frisenda a conclusione della missiva – per poterci confrontare con gli Enti in indirizzo sulle soluzioni intraprese e sul cronoprogramma delle attività, in una prospettiva di reciproca valutazione dei congiunti interessi pubblici rispettivamente tutelati”.

Ultima modifica: 16 luglio 2018

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