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Provincia | 18 gennaio 2022, 08:14

Bancarotta fraudolenta, ai domiciliari imprenditore di Petilia Policastro

Sequestrate dalla Guardia di finanza di Crotone due società

Bancarotta fraudolenta, ai domiciliari imprenditore di Petilia Policastro

La Guardia di Finanza di Crotone ha dato esecuzione ad un provvedimento di custodia cautelare agli arresti domiciliari, emesso dal locale Tribunale su richiesta della Procura della Repubblica, ai danni di un imprenditore di Petilia Policastro. A suo carico sussisterebbero gravi indizi di bancarotta distrattiva e documentale relativa al fallimento di una società di autotrasporti amministrata dallo stesso, per via di un debito di oltre un milione e settecento mila euro generato da una "sistematica e pluriennale evasione fiscale e contributiva".

Con l’ausilio dei finanzieri di Bologna, sono state anche sottoposte a sequestro due società di autotrasporti, con sede legale nella provincia di Crotone, operanti nel territorio del capoluogo emiliano e ritenute lo strumento attraverso il quale l'imprenditore ha proseguito indisturbato la propria attività.

Le indagini del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Cotone hanno consentito di rilevare che l’imprenditore, classe 1958, nella fase immediatamente antecedente al fallimento e al fine eludere gli effetti della procedura concorsuale ha trasferito, anche mediante contratti di vendita simulati, i beni aziendali, tra cui nove autocarri, e i dipendenti in una nuova società creata ad hoc e intestata a un suo familiare; inoltre si è appropriato, attraverso l’utilizzo strumentale di un conto corrente intestato a un avvocato di Bologna compiacente, di un credito commerciale di circa 200mila euro; infine ha occultato la documentazione contabile della società fallita.

Analogo schema fraudolento sarebbe stato adottato anche nella gestione della nuova società, che dopo aver accumulato in breve tempo ingenti debiti per oltre 700mila euro nei confronti di Agenzia delle Entrate, Inps ed Inail, è stata svuotata con la cessione di beni aziendali, forza lavoro e avviamento ad una terza impresa con la stessa sede operativa ed intestata questa volta ad un ex dipendente.

Le società sequestrate sono state affidate ad un amministratore giudiziario nominato dal Tribunale di Crotone affinché possa gestirne il patrimonio, composto, tra l’altro, da oltre 35 automezzi pesanti ed autovetture, preservando i diritti di lavoratori dipendenti, clienti e fornitori. Ulteriori tre soggetti coinvolti sono stati deferiti, per le medesime ipotesi di reato, all’Autorità giudiziaria. Il procedimento per è attualmente nella fase delle indagini preliminari. 

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