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Cultura e spettacoli | 09 febbraio 2022, 17:19

“Il cercatore di luce” di Carmine Abate candidato al Premio Strega

La candidatura è stata fatta da Alessandro Masi, critico d’arte, giornalista e segretario generale della Fondazione Dante Alighieri

“Il cercatore di luce” di Carmine Abate candidato al Premio Strega

“Il cercatore di luce” di Carmine Abate (Mondadori) è tra i primi libri proposti alla 76 edizione del premio Strega. A candidarlo è Alessandro Masi, critico d’arte, giornalista e segretario generale della Fondazione Dante Alighieri, con la seguente motivazione, che è stata resa pubblica dal sito del premio Strega. "Con Il cercatore di luce Carmine Abate conferma la piena maturità espressiva di un ormai lungo percorso nella narrativa italiana di alta qualità letteraria e di ininterrotto riscontro da parte del pubblico dei lettori e della critica. Si tratta di un romanzo storico, romanzo di formazione, storia famigliare e di impegno civile, in cui l’autore sintetizza diverse modalità di genere narrativo e le scardina tutte dando origine a un modello romanzesco originale e fortemente coinvolgente. Il libro ritorna sui temi che hanno caratterizzato da sempre la sua poetica (e in particolare su quel “vivere per addizione” che sintetizza l’approccio all’emigrazione che Abate ha vissuto sulla sua pelle e ha messo in scena in tanti romanzi) su cui l’autore innesta inedite esplorazioni verso nuove frontiere dove approfondisce i rapporti fra arte, natura, parola e esistenza. Per raccontare la breve vita abbagliante del maestro del Divisionismo Giovanni Segantini, Abate ne segue le tracce in tutti i suoi febbrili spostamenti alla ricerca spasmodica della luce, alimento indispensabile di una vita e di un’esperienza artistica all’insegna del senso di apertura, di liberazione e di respiro che sulla pagina viene restituita con limpida e coinvolgente partecipazione. Al servizio di temi tanto decisivi e affascinanti l’autore mette una tecnica narrativa consapevole e sicura che gli permette di costruire un meccanismo di precisione in grado di guidare il lettore nei diversi livelli temporali (l’Ottocento, il tardo Novecento, il Ventennio fascista) e geografici (il Trentino, l’Engadina, la Sila calabrese, Milano) in cui si svolge la vicenda. Di particolare rilievo le figure femminili, la Moma calabrese, memoria storica della famiglia dell’io narrante e Bice Bugatti compagna di tutta una vita che con Segantini ha costruito una straordinaria storia d’amore. La lingua di Abate è calda e trasparente, piana e ricchissima, precisa e poetica come la pittura di Segantini.»

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