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Sport | 24 aprile 2022, 19:07

Tre vittorie di fila, a Salerno sognano l'impresa di Nicola sulla panchina del Crotone

Tre vittorie di fila, a Salerno sognano l'impresa di Nicola sulla panchina del Crotone

SALERNO - Non ama i luoghi comuni né i parallelismi con il passato. Ma è chiaro che ora un po' tutti, dopo il 2-1 conquistato dalla Salernitana a spese della Fiorentina, abbiano rievocato l'impresa che Davide Nicola riuscì a centrare nella stagione 2016-2017 sulla panchina del Crotone quando il tecnico piemontese conquistando 20 punti nelle ultime 9 partite, fece l'impresa di salvare i calabresi da una B sicura.

Una pagina di storia che, in realtà, a Salerno era stata rispolverata già il 15 febbraio scorso quando il presidente Danilo Iervolino, ed il direttore sportivo Walter Sabatini, scelsero di affidarsi all'uomo delle sfide impossibili per provare a restare a galla. D'altronde quella della Salernitana era, e resta, davvero una mission impossible: le vicende legate alla cessione del club avevano condizionato l'intero girone d'andata - chiuso con appena 8 punti in classifica - lasciando pochissime speranze anche dopo l'avvento della nuova proprietà.

"L'unico desiderio che abbiamo è ottenere il massimo", disse Nicola nel giorno della presentazione, sottolineando che soltanto l'impegno, la determinazione ed il lavoro avrebbero potuto garantire i risultati sperati. Un concetto che il 49enne ex difensore di Genoa e Torino ha difeso anche nei giorni difficili, quando le vittorie tardavano ad arrivare ed il sogno di emulare l'impresa di Crotone sembrava destinato a sfumare. Ma Nicola non ha mai mollato. Dopo tre pareggi e quattro sconfitte, la Salernitana ha cambiato marcia, centrando tre vittorie consecutive che hanno riacceso le speranze di salvezza.

"È bellissimo ed è gratificante", ha ammesso Nicola dopo il 2-1 rifilato alla Fiorentina. "Ma al termine della partita ho radunato la squadra e gli ho detto che la parte più difficile arriva adesso". Un lavoro indirizzato alle menti dei suoi ragazzi, caratterizzato anche da gesti eclatanti, come quel lancio della scarpa "mimato" durante la partita contro la Fiorentina. "Non era indirizzata a nessuno", ha spiegato Nicola dopo il 90'. "Era impossibile comunicare con i calciatori in uno stadio del genere e sollevare la scarpa era l'unico modo per farmi notare e far capire al giocatore che doveva fare diversamente".

Un gesto che ha riportato alla memoria quello plateale del 12 ottobre 1960 quando, in una accesa seduta dell'Onu, l'allora premier sovietico Nikita Krusciov sbatte più volte una scarpa sul tavolo in segno di protesta contro il delegato filippino, che accusava l'URSS di imperialismo in Europa orientale. Una pagina di storia. La stessa che Davide Nicola sogna oggi di riscrivere in maglia granata. 

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