Cultura e spettacoli - 09 giugno 2022, 12:51

Golpe Borghese, presentata la seconda edizione del saggio di Fulvio Mazza

Lo storico calabrese Fulvio Mazza

Lo storico calabrese Fulvio Mazza

“Il golpe Borghese – Quarto grado di giudizio”: la seconda edizione del saggio di Fulvio Mazza è stata presentata a Roma, nelle sale di palazzo Giustiniani, nel corso di un incontro alla presenza dell'autore, del presidente della commissione parlamentare Antimafia, senatore Nicola Morra, e di Michelangelo Di Stefano, consulente della commissione Antimafia.

Al centro del saggio "la strategia della tensione e piazza Fontana, il piano anti-insurrezionale, Licio Gelli e Giuseppe Saragat, Giulio Andreotti l’eminenza grigia, gli intrighi internazionali degli anni ’70 come paradosso storico, le censure del generale Maletti, il contrordine e l’assassinio di Borghese: una voluttuosa esuberanza da 300 pagine, somigliante al faldone di un processo".

"In relazione al golpe Borghese la verità giudiziaria è stata ben difforme da quella che i ricercatori e gli storici hanno nel tempo disvelato e appurato" ha detto Morra. "Tutti sappiamo che l’Italia gode, in base all’ordinamento giudiziario, di tre gradi di giudizio", ma se "serve un quarto grado di giudizio - ha aggiunto Morra -per far emergere la verità, che il golpe Borghese fu programmato e quasi tentato, allora il problema si pone". 

"Non possiamo essere persone libere se non riusciamo ad accettare le verità", ha esordito Di Stefano. "Per comprendere, bisogna passare dai moti di Reggio Calabria, che la gente ha sempre ritenuto fossero un'attività di reazione da una popolazione, che ha fatto sì una reazione spontanea, ma che veniva sotto banco alimentata. Il fine era fare un banco di prova per quel golpe che sarebbe avvenuto a dicembre del '70".

"E' accertato in sede giudiziaria, sulla scorta di più dichiarazioni di collaboratori - ha aggiunto Di Stefano - che all'interno del golpe ci sarebbero stati esponenti della 'ndrangheta e di Cosa nostra, quali sarebbero state le motivazioni poco cambia". "Questo libro - ha concluso il consulente della commissione Antimafia - ha il pregio di consentire all'analista, ma anche allo storico, di usare uno strumento documentale unico nella storia".

Come ha scritto il giudice Guido Salvini in una sua recensione, “il saggio di Fulvio Mazza fornisce, nel cinquantennale del tentativo di golpe, una risposta ragionata a tutti gli interrogativi posti dagli avvenimenti del 7-8 dicembre 1970”. Come quando l'autore sostiene che il contrordine arrivò quando "la longa manus che agiva su Borghese si accorge di non avere carabinieri e americani affianco".

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