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Provincia | 12 luglio 2022, 11:32

Aggressione ex sindaco, il vescovo ai rocchisani: estirpate il germe della violenza

Lettera di monsignor Panzetta invita la comunità di Roccabernarda a collaborare con le indagini per far luce sull'agguato a Coco

Aggressione ex sindaco, il vescovo ai rocchisani: estirpate il germe della violenza

"Come pastore di questa comunità vorrei incoraggiare le donne e gli uomini di Roccabernarda a continuare ad impegnarsi per estirpare il “germe della violenza”. Non possiamo fare finta di niente! Non possiamo lasciare che questa inquietante vicenda cada nel dimenticatoio senza averne compreso il reale movente, gli esecutori ed i mandanti". 

E' quello che scrive il vescovo di Crotone-Santa Severina, Angelo Panzetta, in una lettera inviata alla comunità di Roccabernarda per tramite del parroco don Ercole Bonofiglio, a seguito dell'aggressione subita dall'ex sindaco Francesco Coco al quale il presule esprime la "vicinanza e la preghiera mia e dell’intera Arcidiocesi".

"Ci auguriamo - scrive monsignor Panzetta - che il signor Francesco possa rimettersi presto, così da poter ritornare all’affetto dei suoi cari ed a svolgere con rinnovato impegno e passione il servizio civico così prezioso ed importante di cui ha dato prova nella sua lunga carriera lavorativa e politica"

Confidando "nel lavoro esperto degli inquirenti e della magistratura", il vescovo si rivolge ai rocchisani: "incoraggiamo chiunque abbia informazioni utili alle indagini, a collaborare con gli inquirenti, consapevoli che, se vogliamo che simili atti non si ripetano più, è necessario che ciascuno di noi collabori a che la Legge, che regola la nostra convivenza civile e democratica, possa fare il suo corso nelle forme previste dalla nostra Costituzione repubblicana".

Monsignor Angelo Panzetta nella sua lettera fa una disamina della realtà socio economica: "non ignoriamo il fatto che ogni manifestazione di violenza nasconda un disagio che, purtroppo, nelle nostre comunità, è aggravato ulteriormente dalla terribile piaga della ‘ndrangheta così pervasiva e asfissiante in tutta la provincia. Pertanto mentre condanniamo fermamente questo vile atto, ci sentiamo, altresì, di invitare l’intera comunità civile e religiosa di Roccabernarda, in tutte le molteplici articolazioni di cui sappiamo essere ricca (scuola, associazioni, partiti politici) a promuovere un tessuto di relazioni sempre più sano, improntato maggiormente all’ascolto sincero di tutte le povertà, alla collaborazione leale in vista della realizzazione del Bene Comune e alla legalità come misura minima per costruire una civiltà dell’amore. Queste sono le qualità politico-sociali che papa Francesco sta profeticamente proponendo a tutti i popoli come possibile rimedio al preoccupante dilagare della violenza di cui il conflitto in Ucraina è solo l’ultimo atto. Sarebbe, pertanto, auspicabile se anche voi, sfidati da questo grave atto di violenza, poteste lasciarvi ispirare da questa profezia, così come il Santo Padre l’ha esposta nella sua lettera enciclica Fratelli tutti ai numeri 154-197". 

Il vescovo di dice "sicuro che con il contributo di tutti, credenti e laici, donne e uomini, giovani e adulti, anche a Roccabernarda, come in tante periferie di questo nostro mondo, si innescheranno processi virtuosi capaci di generare speranza per tutti.  Invito le istituzioni a continuare a fare il possibile perché le nostre comunità non siano lasciate sole in questo difficile compito di realizzare la democrazia effettiva nell’orizzonte di uno Stato sempre più sociale ed inclusivo".

"Carissimi amici di Roccabernarda - è l'appello del vescovo Panzetta - abbiate il coraggio di trasformare l’indignazione di queste ore in un impegno comunitario capace di farvi ritrovare lo slancio e la passione di cui molte volte in questi anni avete dato prova. La comunità diocesana, attraverso i Servizi pastorali della Curia, assicurerà il pieno sostegno e la necessaria vicinanza per accompagnare e sostenere le iniziative che intenderete avviare per “creare istituzioni più sane, ordinamenti più giusti, strutture più solidali” (Fratelli tutti, n.186)".

"Vi benedico di cuore - conclude il presule - invocando, dal Padre di ogni consolazione, per intercessione di San Francesco di Paola, a cui siete particolarmente devoti, l’aiuto necessario in questo momento così particolare che state vivendo". 

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