Cronaca - 05 agosto 2022, 19:51

Lettera ad Attianese: "Grazie prof per averci insegnato ad essere fieri delle nostre origini"

Pasquale Attianese (al centro) durante la presentazione del suo volume sulla monetazione dei Brettii alla libreria Cerelli

Pasquale Attianese (al centro) durante la presentazione del suo volume sulla monetazione dei Brettii alla libreria Cerelli

Riceviamo e pubblichiamo la lettera di un ex alunno del professore Pasquale Attianese, il docente in pensione del liceo Pitagora nonché numismatico e cultore di storia magnogreca, venuto improvvisamente a mancare mercoledì 4 agosto all'età di 76 anni.

"Caro professore Attianese, solo la morte poteva strapparle quel sorriso che precedeva la sua entrata in classe. Vicini alla sua famiglia, noi, studenti di ieri, non potremo mai dimenticare la sua umanità, la sua allegria, la sua loquacità, la sua capacità di sdrammatizzare con una battuta ogni criticità.

"La sua spontaneità era capace di abbattere le difese corazzate costruite da anime in crescita, che a volte vacillavano dinanzi al cambiamento e allo sviluppo della personalità. Aveva bisogno di un solo sguardo per leggere nell'intimo, con la delicatezza del saggio, che sa introdursi in maniera riservata.

"Il suo modo alternativo di essere professore la rendeva diverso da tutti gli altri; la sua cultura del latino e del greco anche parlato, infarcita di citazioni letterarie e impastata col dialetto che amava coltivare, per non smarrire le nostre radici, la rendeva insuperabile, inarrivabile, unico!

"Lei ci ha insegnato la fierezza delle nostre origini e il dovere morale di migliorarci, per essere all'altezza del nostro passato. Quella fierezza di essere calabrese la porto sempre nel cuore, professore, anche da emigrato!

"Col dolore di chi ha portato le sue materie alla maturità, la ricordo ancora in una delle sue battute migliori, e mentre una lacrima si affaccia sullo sguardo, un sorriso riporta in me quella gioia di vivere, che lei ben sapeva trasmettere con poche parole! Addio, professore!".

Antonio Cosco

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