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Cronaca | 20 settembre 2022, 16:15

Premio 'Dodò Gabriele' per trasformare una tragedia in impegno contro la ndrangheta

Prima edizione della manifestazione organizzata in occasione del 13° anniversario della morte del bambino ucciso nel 2009 su un campo di calcetto a Crotone. Premiati i testimoni di giustizia Saffioti, Bentivoglio e Mangiardi, la coop Terre Joniche e il Crotonese.

Premio 'Dodò Gabriele' per trasformare una tragedia in impegno contro la ndrangheta

CROTONE - Trasformare un momento tragico della propria vita in qualcosa che lasci il segno perché quelle tragedie non si ripetano mai più. E' quello che hanno fatto Giovanni Gabriele e Francesca Anastasio martedì 20 settembre in occasione del 13° anniversario della morte del loro bambino: Domenico Gabriele, ucciso dalla mafia su un campo di calcetto. Giovanni e Francesca hanno celebrato il tragico anniversario promuovendo, attraverso l'associazione intitolata proprio al loro bambino, un premio dedicato a chi si schiera in prima linea contro la ndrangheta.

Era il 20 settembre del 2009 quando Domenico Gabriele, 11 anni, moriva nell'ospedale di Catanzaro dopo un'agonia durata tre mesi: il 25 giugno di quello stesso anno il bambino fu vittima innocente di un attentato di mafia. Dodò venne ucciso mentre stava giocando a calcetto solo perché si trovava sulla traiettoria di una raffica di proiettili destinati a Gabriele Marrazzo. A sparare furono Andrea Tornicchio e Vincenzo Dattolo, condannati all'ergastolo in via definitiva. Dodò, ferito gravemente, venne portato all'ospedale di Catanzaro dove, però, tre mesi dopo il suo cuore si fermò.

"Questo non è il solito premio - ha detto Francesca Anastasio aprendo la manifestazione - questo è un premio per ragionare da che parte stare perché dietro questo premio c'è la morte di un bambino di 11 anni che ci deve portare a riflettere che la violenza della ndrangheta non guarda in faccia nessuno. Questo premio - ha proseguito la mamma di Domenico Gabriele - non è una passerella di personaggi importanti, ma di persone che si sono ribellate alla violenza della criminalità. Oggi vengono premiati gli imprenditori che hanno fatto una scelta di vita. Non si sono piegati al malaffare, ma hanno denunciato i loro estorsori. Loro sono i pilastri di una società sana, di quella società che collabora con la giustizia denunciando e puntando il dito senza timore ma con tanta voglia di riscatto sociale e culturale. Noi cittadini dobbiamo avere fiducia nello Stato, ma lo Stato ci deve rispondere e non abbandonare. Ci serve la certezza della pena, senza fare sconti ad alcuno perché loro quando sparano non hanno pietà di alcuno".

Prima della cerimonia di premiazione, svolta nell'auditorium dell'Itc 'Lucifero' di Crotone, l'attore Francesco Pupa ha letto il brano dal libro 'Al posto sbagliato - Storie di bambini vittime di mafia" di Bruno Palermo nel quale si racconta proprio la vicenda di Dodò Gabriele. Un monologo che ha emozionato la platea.

A ricevere il premio sono stati alcuni dei testimoni di giustizia che hanno denunciato i loro aguzzini anche a rischio della loro vita come gli imprenditori Gaetano Saffioti, Tiberio Bentivoglio ed Enza Falsone, Rocco Mangiardi; premiati anche la cooperativa Terre Joniche, che gestisce i terreni confiscati alla cosca Arena di Isola Capo Rizzuto, e il giornale il Crotonese quale organo di stampa che da 42 anni "non ha mai temuto di schierarsi apertamente e chiaramente raccontando il territorio in maniera meticolosa". 

"Oggi - ha concluso Francesca Anastasio - ricorrono i 13 anni dalla morte del nostro unico figlio Dodò. Lui non è più con noi, ma tutti insieme lo facciamo vivere. Hanno ucciso il corpo, ma non l'anima. Noi saremo qui sempre per ricordare e non dimenticare mai. Dodò, ovunque tu sia, ti vogliamo bene".

 

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