Cronaca - 22 settembre 2022, 14:58

Guardia di finanza, celebrato all'Immacolata il patrono del Corpo, san Matteo

Un momento della messa nella chiesa dell'Immacolata

Un momento della messa nella chiesa dell'Immacolata

Questa mattina, nella chiesa dell’Immacolata, l’arcivescovo di Crotone e Santa Severina, mons. Angelo Raffaele Panzetta ha celebrato una messa in occasione della ricorrenza di san Matteo, apostolo ed evangelista, patrono della Guardia di finanza. Presenti il prefetto Maria Carolina Ippolito, il sindaco Vincenzo Voce, i presidenti della Provincia Sergio Ferrari e del Tribunale Maria Vittoria Marchianò, il procuratore della Repubblica Giuseppe Capoccia, di altre Autorità civili e militari locali, di numerosi finanzieri in servizio e in congedo.

San Matteo, spiega una nota, è stato riconosciuto patrono del Corpo con un documento del 10 aprile 1934, a firma del cardinale Eugenio Pacelli, il futuro papa Pio XII, accogliendo un’istanza del Comandante generale sostenuta dall’Ordinario militare del tempo. E di san Matteo ha parlato il presule nel corso della sua omelia, ricordandone la conversione, il pubblicano esattore delle imposte che, rispondendo alla chiamata di Cristo, non esita ad abbandonare tutto per seguirlo.

Al termine del rito, il comandante provinciale, colonnello Luigi Smurra, prosegue la nota, "ha sottolineato l’importanza del servizio svolto dal Corpo per il bene comune, a favore, da un lato, dei cittadini onesti e delle imprese che rispettano le regole della libera concorrenza e del mercato, dall’altro, per stroncare con fermezza e determinazione ogni forma di illegalità. Ha, quindi, esortato tutti i Finanzieri ad adoperarsi per essere, con l’esempio ed il dialogo, strumento di conversione alla legalità ed al rispetto delle regole".

Anche il comandante Smurra ha ricordato che "la vicenda umana di Matteo, detto anche Levi, è conosciuta grazie alla narrazione evangelica che sottolinea il passaggio dal banco delle imposte alla sequela di Gesù, il Maestro, che lo aveva chiamato dicendogli: ‘Vieni e seguimi’".

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