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Cronaca | 19 gennaio 2023, 09:55

Frode fiscale e riciclaggio: Gdf Crotone esegue sei misure cautelari

Frode fiscale e riciclaggio: Gdf Crotone esegue sei misure cautelari

Sei misure cautelari sono state eseguite nei confronti di altrettante persone nella mattinata del 19 gennaio 2023 dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza a Crotone ed Isola di Capo Rizzuto. L'ordinanza, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Catanzaro su richiesta della Procura della Repubblica Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro, riguarda sei persone accusate a vario titolo di associazione per delinquere di matrice ‘ndraghetista, associazione per delinquere finalizzata alla commissione dei reati di frode fiscale, riciclaggio, impiego di utilità di provenienza illecita, trasferimento fraudolento di valori, nonché ai reati di usura ed estorsione. 

Una persona, M.E., 69 anni di Isola Capo Rizzuto, è stata condotta in carcere; per L.M., 50 anni di Crotone, sono stati disposti gli arresti domiciliari, mentre per altri indagati, A.F., 47 anni, ed A.C., 41 anni entrambi di Isola Capo Rizzuto, il gip ha disposto l'obbligo di dimora nel comune di residenza; infine per F.Q,. 52 anni di Crotone, e A.V., 40 anni di Crotone, il giudice ha previsto la misura dell'interdittiva ad esercitare l'attività professionale. Per tutti, il gip distrettuale, ha escluso l'aggravante mafiosa prevista dall'articolo 416 bis.

Dalle indagini emerge anche la presunta partecipazione di uno degli indagati, M.E.  destinatario della misura cautelare in carcere, alla cosca di ‘ndrangheta di Isola di Capo Rizzuto, nonché la sua attività di promozione e direzione del sodalizio finalizzato alla commissione dei reati di natura fiscale e contro il patrimonio e la presunta partecipazione a quest’ultimo sodalizio degli altri indagati, imprenditori e commercialisti crotonesi colpiti, rispettivamente, dalle misure cautelari degli arresti domiciliari, dell’obbligo di dimora e del divieto temporaneo di esercitare attività professionale ed imprenditoriale.

L’ipotesi è che il meccanismo illecito sia stato realizzato attraverso l’interposizione di imprese cartiere operanti nel settore edile, anche intestate a prestanome, le quali, emettendo fatture per operazioni inesistenti per oltre cinque milioni di euro, hanno consentito di generare, a vantaggio delle società utilizzatrici, un notevole risparmio d’imposta pari a circa due milioni di euro.

In particolare, le indagini del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della GdF di Crotone, hanno consentito l’acquisizione dei gravi indizi in ordine ai reati indicati e si sono sviluppate, oltre che con dichiarazioni di collaboratori di giustizia e attività tecnica, anche attraverso mirate verifiche tributarie e la ricostruzione documentale delle movimentazioni di denaro, sia mediante i canali bancari che in contante. Le indagini hanno consentito, altresì, di ipotizzare un episodio di usura in danno di un imprenditore crotonese, nonché di un connesso reato di estorsione.

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