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Cronaca | 22 marzo 2023, 14:43

Aggressione Davide: imputazione coatta per uomo che inviò messaggio

La decisione de gip che accoglie ricorso della famiglia contro archiviazione

Aggressione Davide: imputazione coatta per uomo che inviò messaggio

Ci sarà un nuovo indagato per l'aggressione a Davide Ferrerio, il giovane bolognese ridotto in fin di vita dopo un pestaggio subito a Crotone nell'agosto dello scorso anno. Il gip del Tribunale di Crotone, Romina Rizzo, ha infatti disposto l'imputazione coatta nei confronti di A.C., 32 anni di Petilia Policastro per concorso anomalo in tentato omicidio. Si tratta dell'uomo che aveva inviato il famigerato messaggio  “ho una maglia bianca” alla ragazza all'epoca minorenne (anche lei accusata di concorso anomalo in tentato omicidio) con la quale, usando un falso profilo social con il nome dell'ex fidanzato della giovane, aveva  avviato una relazione. La sera dell'11 agosto aveva un appuntamento al buio proprio con la ragazza, ma quando ha visto che la 17enne era accompagnata dalla famiglia, aveva sviato le attenzioni da se inviando il messaggio nel quale diceva di avere una maglia bianca. Maglia che in quello stesso momento indossava Davide Ferrerio che, inconsapevole, stava passeggiando su via Veneto in attesa di un amico e che è diventato, purtroppo, l'obiettivo dell'aggressione compiuta da Nicolò Passalacqua accusato di tentato omicidio.

La posizione del 32enne era stata archiviata dalla Procura della Repubblica, ma gli avvocati della famiglia Ferrerio, Fabrizio Gallo e Gabriele Bordoni, hanno presentato opposizione sostenendo la responsabilità dell'uomo nell'accaduto. Il gip ha accolto la tesi degli avvocati dei Ferrerio in quanto  “a prescindere se abbia effettivamente visto un ragazzo con la camicia bianca, circostanza che potrà essere approfondita in dibattimento”, si può sostenere che la condotta dell'uomo "sia stata assolutamente determinante per l'individuazione e la conseguente aggressione del Ferrerio, poiché eliminando tale passaggio l'evento non si sarebbe certamente verificato”.

Il giudice - ricordando che A.C. aveva capito che in quell'appuntamento al buio era a rischio la propria incolumità cercando di sviare da se le attenzioni con l'invio del messaggio - sostiene che l'aggressione a Ferrerio “non possa ritenersi conseguenza di circostanze eccezionali, imprevedibili” ma “al contrario rappresenti il prevedibile sviluppo di un'azione delittuosa”. 

Il 32enne si aggiunge agli altri indagati nella vicenda: Nicolò Passalacqua, autore materiale dell'aggressione ed accusato di tentato omicidio, Anna Perugino, la figlia Martina Perugino ed Andreaj Gaju  che devono rispondere di concorso anomalo in tentato omicidio.

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