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Dietro la notizia | 13 gennaio 2024, 14:00

Studio, passione e fantasia: così nascono i giardini in ciotola di Domenico Leonelli

Studio, passione e fantasia: così nascono i giardini in ciotola di Domenico Leonelli

Accarezza le piante. Gli parla perché “sono esseri viventi e sentono le emozioni”. Domenico Leonelli a Crotone è conosciuto per essere un videomaker di talento, ma ha una passione che era rimasta nascosta per anni finché ha deciso di pubblicare sui social qualche foto delle sue creazioni. Sono dei terrari che Domenico Leonelli chiama, non a torto, ‘Giardini in ciotola’ perché riesce, con pazienza e dedizione maniacale, a ricreare veri habitat all'interno di bocce di vetro.

“Ho scoperto di avere il pollice verde - racconta Domenico Leonelli - stando accanto a mia nonna Pina che aveva un grande balcone. Mi ha insegnato ad amare le piante e sono cresciuto con questa passione che ho sempre mantenuto”. Alla passione Leonelli ha unito prima lo studio - diventando perito agrario, tecnico specializzato in prodotti vegetali ed in acquaponica - e successivamente ha miscelato le sue conoscenze alla fantasia. Sono nati così i ‘Giardini in ciotola’, piccoli scrigni grazie ai quali si possono coltivare porzioni di natura a casa. 

Osservare Domenico mentre crea uno dei suoi giardini in miniatura è affascinante. Ogni ‘Giardino in ciotola’ è una creazione unica. Niente è lasciato al caso. La cura è maniacale. Utilizza le pinze quasi come fosse un chirurgo per posizionate ogni pianta al posto giusto:  “Ci sono piante che non possono convivere, per cui l'habitat che ricreo deve essere equilibrato anche perché non c'è niente di stabilizzato come nei terrari commerciali. Sono piante vive che crescono su tre strati diversi di terricci e ghiaia e fibra di cocco. Inserisco solo dei carboni attivi per evitare le muffe. Utilizzo fertilizzante biologico ed a volte, lascio anche dei bruchi che creano l'humus e puliscono la terra. Inserisco anche dei semi che poi germogliano a seconda della stagione. È una cosa viva che va osservata, guardata”. Per questo Leonelli utilizza dei contenitori di vetro aperti che permettono  una visione a 360 gradi di quello che accade nel terrario e lasciano respirare la pianta (nei terrari solitamente sono in bocce di vetro chiuse che spesso creano muffe e funghi). Anche la ‘scenografia’ è curata nei dettagli: ad esempio non si possono usare pietre a caso, ma solo quelle che possono convivere con le piante. 

Domenico Leonelli fa tutto nel suo garage-laboratorio. Un luogo nel quale, quando si entra, si respira aria di montagna: ci sono muschi, licheni, piante che Leonelli raccoglie nelle sue escursioni, ma anche durante i viaggi di lavoro. Piante che poi fa ambientare per mesi prima di poterle collocare nel terrario. Per realizzare un  ‘giardino in ciotola’ serve tempo e pazienza: “Più sono piccoli più tempo ci vuole - spiega - solitamente serve un giorno intero”. Colpisce anche il feeling di Domenico con le piante. Prima di sistemarle con cura nel ‘giardino in ciotola’ le accarezza, le pulisce delicatamente. Le avvicina per sentirne l'odore. È un rapporto quasi filiale tanto che Domenico Leonelli ha dato il nome alle sue creazioni: Calendula, San Mango, Timpa... Nei  ‘giardini in ciotola’ di Leonelli le piante provengono per lo più dalla montagna. “Io amo la Sila - dice - e mi piace ricreare gli habitat tipici della nostra montagna dove c'è l'aria più buona del mondo proprio perché c'è questa vegetazione spettacolare. I muschi silani sono i  migliori. Tra le piante che utilizzo ci sono quelle a crescita lenta come le succulente, l'Oculus, Pinea, pianta delle monete cinesi”.  

Questi pezzi di natura da portare a casa sono spettacolari e bellissimi, ma sembrano delicatissimi. Domenico Leonelli spiega: “Non è per niente difficile curarle. Servono due o tre spruzzi di acqua ogni due giorni e bisogna posizionarle in una zona della casa con luce non diretta. Si possono anche prendere dei led che hanno luce a spettro completo per farle crescere senza problemi”. In questo modo si potrà avere un’opera naturale vivente a casa.

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