Bonifica industriale
|Tomaino: una battaglia di giustizia guidata da Comune, Provincia e Regione
L’appello del segretario generale della Uil Crotone per non sottostare alle pretese di Eni che da oltre vent’anni condizionano la crescita del territorio.
Non è mai troppo tardi per riscattarsi da oltre venti anni d’inerzia che hanno bloccato lo sviluppo del territorio. Lo sostiene Fabio Tomaino, segretario generale della Uil Crotone che rilancia la proposta di un confronto da pari a pari con Eni per evitare di continuare a prendere fregature e soprattutto per porre le premesse del rilancio industriale.
Basta con i ricatti
L’ostacolo principale in questo momento sono i rifiuti della bonifica, un muro di oltre un milione di tonnellate con il quale “lo sviluppo e il riscatto sociale del nostro territorio continuano a scontrarsi” afferma Tomaino, dal momento che “ogni ambiziosa iniziativa di crescita e di rilancio dell’economia locale resterà illusoria finché quei veleni non verranno definitivamente rimossi”. Rimozione, avverte il sindacalista, che “non può e non deve essere l’ennesima operazione di sacrificio dei crotonesi che, nel rispetto di ogni vincolo, si aspettano che i rifiuti vengano portati fuori regione, mentre Eni al netto di tutti i suoi ritardi e animata da logiche di risparmio, sta ancora una volta cambiando le carte in tavola mettendo sotto ricatto la nostra comunità”.
Tomaino invoca una “battaglia di giustizia” con “Comune, Provincia e Regione” in testa, i tre enti del territorio che fino ad oggi non hanno brillato nella gestione delle operazioni di bonifica del Sin. Ma “non è mai tropppo tardi” dice, mentre traccia la strada maestra: “Se vogliamo davvero evitare che le logiche del profitto prevalgano sulla tutella della salute dobbiamo aprire da subito una stagione di confronto e cooperazione tra istituzioni, forze sociali, imprenditoriali e professionali, che sappiano opporsi a qualsiasi azione che possa produrre ulteriori danni ambientali alla nostra amata città”.
Liberi di scegliere
Bisogna cominciare “a pretendere il rispetto delle norme e degli impegni assunti, accelerando, anche con azioni legali se necessario, l’avvio dei processi di bonifica del sito industriale per restituire al territorio la libera scelta di pianificare il modello di sviluppo più opportuno” “Ma per far valere questo principio – ribadisce il segretario della Uil – la nostra classe dirigente deve essere pronta ad un confronto alto e dignitoso con Eni”. Solo con “questo spirito avvieremo qualsiasi iniziativa a favore di una bonifica vera e senza trabocchetti, e nei prossimi giorni chiederemo il sostegno del generale Errigo affinchè la conferenza dei servizi del prossimo 3 maggio rappresenti un’opportunità per garantire il rispetto di norme e regole e quindi la tutela del nostro territorio”.


