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Lanciata da Crotone petizione per permettere il voto ai lavoratori fuori sede

Dare la possibilità ai cittadini fuori sede di poter votare nel comune dove vivono per le elezioni nazionali, europee e per i referendum.

Dare la possibilità ai cittadini fuori sede di poter votare nel comune dove vivono per le elezioni nazionali, europee e per i referendum. E’ quello che propone la petizione lanciata on line su change.org per chiedere il diritto di voto nei comuni di domicilio per i lavoratori fuori sede (https://chng.it/x56Mwvswyb). A promuoverla è Simone Carozzo, responsabile tecnico dei laboratori dell’istituto Sant’Anna di Crotone. Carozzo è ligure e risiede a La Spezia per cui non può votare  a meno di non rientrare nella sua città di residenza. Una situazione simile per milioni di italiani in tutta la Penisola.

“Negli ultimi anni – si legge nel testo della petizione – abbiamo assistito a un preoccupante calo dell’affluenza alle urne. Il fenomeno del “partito degli astensionisti” è diventato sempre più rilevante, rappresentando una molteplicità di voci: da coloro che non riconoscono più importanza alla politica, ai delusi dai partiti attuali, fino a coloro che, vivendo lontano dal proprio comune di residenza, non possono votare. Quest’ultimo gruppo è costituito da migliaia di cittadini che, per motivi di studio, lavoro o altre esigenze, si trovano a vivere in comuni diversi da quelli di residenza”.

Una situazione che collegata al disamore per la partecipazione attiva causa un’altissima astensione del voto. Carozzo spiega che “gli incentivi economici attualmente previsti per favorire il ritorno nei comuni di origine risultano spesso insufficienti, non riuscendo a coprire i costi elevati del viaggio. Inoltre, molti di questi cittadini sono costretti a prendere giorni di ferie per esercitare un diritto/dovere fondamentale, rendendo il processo ancora più oneroso e complicato”.

Per questo, “permettere ai cittadini fuori sede di votare nel comune dove vivono rappresenterebbe un passo importante per contrastare il calo dell’affluenza alle urne. Una maggiore partecipazione elettorale non solo rafforzerebbe la nostra democrazia, ma garantirebbe anche una rappresentanza più equa e completa della volontà popolare”.

Così come è stato fatto in questa tornata elettorale per gli studenti fuori sede, la proposta di Carozzo è quella di ampliare la possibilità di voto anche ai lavoratori fuori sede. Per questo si chiede “che venga avviato un dibattito pubblico su questo tema e che si consideri la possibilità di introdurre misure che consentano ai cittadini fuori sede di votare con maggiore facilità, senza doversi spostare obbligatoriamente nel comune di residenza. Questa riforma potrebbe includere soluzioni come il voto per corrispondenza, il voto elettronico o la possibilità di votare presso seggi elettorali temporanei nel comune di domicilio”.