Scuola e diritti
|Condizionatori per dirigenti ed Ata, bagni di sudore per docenti ed alunni
Aule senza climatizzatori, la battaglia del coordinamento dei docenti di diritti umani per spostare dal prossimo anno l’inizio della scuola alla fine di settembre
CROTONE -“Se negli uffici amministrativi e dirigenziali sono previsti sistemi di climatizzazione, come è giusto che sia, troviamo altrettanto opportuno che tali dotazioni siano presenti specialmente nelle aule con esposizioni dirette ai raggi solari. In alternativa basterebbe schermare le vetrate con materiale isolante in modo da abbassare la temperatura nelle classi”. Lo sostiene il Coordinamento nazionale dei docenti della disciplina dei diritti umani la cui proposta di fare slittare in futuro l’inizio dell’anno scolastico in considerazione dei cambiamenti climatici continua a riscuotere consensi in tutto il Paese.
Sedicimila impianti
“Dalle stime inerenti alla presenza dei condizionatori all’interno degli istituti scolastici dobbiamo segnalare che al momento dovrebbero essere presenti circa 16.000 sistemi di areazione/climatizzazione” informa la nota a firma del presidente del Cnddu, il professore Romano Pesavento. Ma “nella quasi totalità dei casi, da quello che ci risulta dalle ripetute segnalazioni la loro collocazione preferibilmente è situata negli uffici amministrativi e dirigenziali”, nonostante il caldo non dia tregua nelle regioni del Sud facendo toccare temperature superiori ai 30 gradi. “Studenti e famiglie durante gli esami di Stato spesso hanno lamentato il disagio dovuto alle elevate temperature. Spesso sono stati presi a prestito ventilatori dagli uffici amministrativi e dai laboratori per permettere un normale svolgimento delle attività”. Tanto più “che a scuola nei vari regolamenti d’Istituto – ricorda il presidente Pesavento – si sconsiglia agli studenti e ai docenti di indossare indumenti poco consoni al contesto scolastico (pantaloncini corti, magliette particolarmente scollate, vestiti succinti, ecc.)”.
Diritti inalienabili
Il Coordinamento condivide “quanto è stato sostenuto in materia di slittamento del calendario scolastico, ipotizzando la conclusione delle attività didattiche entro il 18 di giugno con inizio per l’anno successivo fissato il 26 settembre”. Non di meno sollecita misure urgenti per evitare nuovamente ulteriori disagi: “Riteniamo che al di là di ogni possibile strumentalizzazione, la tutela della salute pubblica dei lavoratori e non sia un diritto inalienabile su cui tutti dovremmo riflettere, senza inutili levate di scudi finalizzate a negare l’evidenza dell’attuale inadeguatezza, rispetto alle temperature estreme, di molti ambienti scolastici”. Per il momento, in attesa che dalle parole si passi ai fatti, Il Cnddu consiglia “di evitare di svolgere le riunioni del primo collegio docenti in presenza in ambienti poco areati o senza climatizzazione”, ricordando tra le altre cose che “spesso il personale docente in un istituto supera le cento unità e l’età media anagrafica è abbastanza elevata”.


