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Voce: “Da Stanchi dei soliti risentimenti personali, non scelta politica. Crotone non risentirà della loro assenza”

La risposta del primo cittadino all’annuncio del movimento che lascia la maggioranza, Il sindaco: nessuna ripercussione in giunta

CROTONE – Subito dopo l’esito del voto al ballottaggio si strinsero la mano esultando (vedi foto). Dopo 4 anni Vincenzo Voce ed Andrea Arcuri, leader del movimento Stanchi dei Soliti, sono acerrimi avversari. Venerdì il movimento che aveva il gruppo consiliare di maggioranza più numeroso ha abbandonato Voce ed è passato all’opposizione. Oggi, in risposta alle critiche ricevute, arrivano gli strali del sindaco contro gli ormai ex alleati. “Quando si invoca la coerenza altrui bisognerebbe prima fare i conti con la propria” scrive Voce iniziando la replica a Stanchi dei soliti. La lettera continua: “Deve essere frutto della “stanchezza” e forse anche della distanza chilometrica che separa il loro leader dalla città di Crotone che probabilmente non gli consente di avere una visione chiara su quanto è stato fatto da questa amministrazione per Crotone. Abbiamo avuto la dimostrazione plastica che oggi sono “stanchi” ma senza “dei soliti” perché sono loro stessi i “soliti”. Sono stanchi perché non hanno quasi mai partecipato alle commissioni e, con difficoltà, ai consigli comunali. Stanchi e distratti perché non hanno seguito l’impegno dei loro assessori, che hanno lavorato e stanno lavorando bene con risultati importantissimi per la città”.

Le accuse del sindaco al movimento sono durissime anche relativamente allo slogan utilizzato da Stanchi dei soliti per lasciare la maggioranza: “Ieri (venerdì 25 ottobre, ndr) abbiamo avuto una prova di incoerenza e di irresponsabilità. Irresponsabilità verso i cittadini, verso i loro stessi assessori che hanno lavorato seriamente e non certo a distanza, verso i propri elettori. A testa alta si può andare quando si rispetta il mandato che è stato conferito dai propri cittadini. Quando si rispetta chi ti ha dato fiducia come hanno fatto in tanti con il sindaco Voce. E genera meraviglia l’atteggiamento del loro capogruppo che ha ricoperto incarichi amministrativi, pur se per poco e per fortuna dei suoi concittadini, che non si è reso conto che la posizione assunta sembra più giustificare un risentimento personale che una scelta politica”.

L’accusa di incoerenza, spiega Voce è “perché mi sarei aspettato che avessero dichiarato di lasciare perché la maggioranza ha bocciato una proposta di legge regionale che non stava in piedi per contenuti e che sarebbe stata inefficace ed incostituzionale. E poi, per giunta, chiedere i voti della minoranza per approvarla. Ne potevano discutere con la maggioranza ed invece si sono attestati su posizioni che sono più vicine a quei “soliti” che hanno sempre messo all’indice. Sono loro i “soliti” perché, irresponsabilmente, hanno provato a far venire meno i numeri in Consiglio Comunale. Le assenze non fanno rima con coerenza. Invocare coerenza solo oggi, quando loro stessi hanno votato un nuovo presidente del Consiglio, quando abbiamo valutato con loro la nomina del nuovo Ufficiale di Governo di Papanice, appare tardivo, incoerente ed irresponsabile. Invito solo a verificare quello che è stato fatto e si sta facendo per il quartiere Papanice. La politica non si fa con i personalismi ma è necessario mettersi al servizio della gente per il bene della città. Invocare la coerenza e allo stesso tempo essere incoerenti rivela il vero spirito che ha animato la conferenza stampa di ieri: personalismi, rancori personali, scarsa attenzione verso la città”.
Infine, Voce assicura che la scelta di Stanchi dei soliti non avrà conseguenze sugli assetti in giunta: “Non ci sarà nessuna ripercussione sull’attività amministrativa e la città non risentirà certo della loro assenza”.