Bonifica, tre comuni ed il Pd fanno ricorso al Tar contro il Mase: rifiuti fuori da Calabria
Presentato dall’avvocato Francesco Pitaro per i comuni di Scandale, Strongoli e Santa Severina:
È stato notificato lunedì 28 ottobre il ricorso al Tar Catanzaro, a firma dell’avvocato Francesco Pitaro, contro il decreto ministeriale dell’agosto scorso con il quale di fatto è stato permesso ad Eni Rewind di poter lasciare i rifiuti pericolosi della bonifica a Crotone.
Il ricorso è stato presentato nell’interesse dei Comuni di Scandale, Strongoli e Santa Severina, del Pd provinciale di Crotone guidato da Leo Barberio, ma anche nell’interesse di cittadini residenti nel Comune di Crotone tra cui Annagiulia Caiazza, segretaria cittadina del Pd Crotone, e Andrea Devona, consigliere comunale Pd.
L’articolato ricorso rileva che a fronte di un impegno a carico di Eni Rewind risalente al 2019 di portare fuori dalla Calabria i detriti industriali e cancerogeni, la multinazionale “ha sempre mantenuto una condotta omissiva e inadempiente” fino ad arrivare “con la complicità del Ministero dell’Ambiente ad ottenere il decreto, oggetto di impugnativa, con cui si è autorizzato lo scarico delle scorie industriali e pericolose e cancerogene nel territorio di Crotone a danno dell’ambiente e dell’integrità del territorio e della salute in violazione degli artt 9 e 32 della Costituzione”.
Nel ricorso è stata sostenuta l’illegittimità del decreto ministeriale per violazione delle norme in materia di conferenza di servizi non essendosi tenuto in conto le posizioni prevalenti della Regione Calabria, della Provincia di Crotone e del Comune di Crotone.
Inoltre, l’avvocato Pitaro ha dedotto l’illegittimità del decreto impugnato per difetto di istruttoria, incompetenza, difetto di motivazione ed eccesso di potere per contraddittorietà rilevando, tra l’altro, che “ è davvero illogico ed ingiusto che Crotone non solo abbia dovuto sperimentare nel proprio territorio un’esperienza industriale catastrofica ma che decorsi 5 anni da quando si era deciso il trasferimento delle scorie cancerogene fuori regione si sia decretato inopinatamente che i detriti industriali pericolosi e cancerogeni debbano essere scaricati nel territorio di Crotone con inevitabili danni per l’ambiente e la salute”.


