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Comitato ‘Fuori i veleni da Crotone’ al direttore del Mase: Paur non interpretabile

Luca Proietti, direttore generale economia circolare e bonifiche del MASE sarà a Crotone il 28 ottobre per incontrare il commissario alla bonifica

CROTONE – Il decreto del Ministero dell’ambiente dell’1 agosto che punta a cancellare il Paur per permettere ad Eni Rewind di lasciare i rifiuti della bonifica di Crotone  “non solo non trova alcuna giustificazione ma risulta palesemente in contrasto con i pareri degli Istituti scientifici e delle Istituzioni locali”.
E’ quello che ricorda in uan lettera aperta il Comitato Fuori i veleni da Crotone a Luca Proietti, direttore generale economia circolare e bonifiche del MASE, che sarà proprio a Crotone nel pomeriggio del 28 ottobre per incontrare il commissario alla bonifica, Emilio Errigo.
Un’occasione, spiegano dal Comitato, visto che quel decreto porta proprio la firma del direttore Proietti.
“Non intendiamo ripercorrere tutte le vicende che hanno caratterizzato la chiusura delle fabbriche, la mancata bonifica del sito industriale, la situazione ambientale che si è determinata e definita, non a caso da molti studiosi, una “bomba ecologica”. Cose, queste, che riteniamo dovrebbero essere da Lei perfettamente conosciute. Questo territorio, insieme alla bonifica che tarda ad essere realizzata, ha registrato in questi anni una condizione di grave esposizione per la salute delle persone con un “eccesso di rischio in entrambi i generi per la mortalità generale e per tutti i tumori maligni…” Come si può evincere dal VI° Rapporto dello studio “Sentieri” 2023 coordinato dall’Istituto Superiore della Sanità in collaborazione con il Ministero della Salute”.
Al dirigente del Mase il Comitato ricorda che “a fronte di questa grave situazione e dei pareri motivati di Ispra, Arpacal, ISS (Istituto Superiore della Sanità), scaturiti da approfonditi studi e ricerche nell’area SIN interessata e del PAUR (Provvedimento autorizzatorio unico regionale) emanato dal Dipartimento Ambiente della Regione Calabria in data 2 agosto 2019, la Conferenza dei Servizi del 24 ottobre 2019 si è conclusa con la decisione unanime di approvazione del Pob Fase 2 con la prescrizione di smaltire i rifiuti speciali pericolosi (Norm e Tenorm con e senza amianto) fuori dalla regione Calabria. Con successivo Decreto Ministeriale n°7 del 3 marzo 2020 è stato approvato il POB FASE 2 sulla base del deliberato della Conferenza dei Servizi prima richiamata. Sono trascorsi circa 5 anni ed Eni Rewind non ha adempiuto alle operazioni di bonifica previste, assumendo una evidente responsabilità di omessa bonifica”.
Il comitato ritiene che da allora ad oggi non ci sia stata alcuna novità che possa giustificare la modifica di quelle decisioni contenute nel DM n. 7 del 3 marzo 2020?: “Piuttosto – spiegano -, come è stato evidenziato dalle relazioni di Ispra, Arpacal, Isin, allegate alla Conferenza dei Servizi del 26 giugno 2024, la situazione richiede ulteriori approfondimenti e più rigorose misure ed azioni di bonifica nel rispetto di quanto stabilito dall’ultimo Decreto L.gs n° 101/2020”.
Per questo si ritiene che “alla luce di quanto premesso e di quanto emerge dalla stessa Conferenza dei Servizi del 26 giugno ultimo scorso non solo non trova alcuna giustificazione il Decreto della DG (ECB), n. 27 del 1° agosto 2024, ma risulta palesemente in contrasto con i pareri degli Istituti scientifici e delle Istituzioni locali”.
A proietti il comitato Fuori i veleni da Crotone domanda: “Quali sono, dunque, le ragioni che La hanno indotta ad una evidente forzatura nella emanazione del provvedimento prima richiamato? Le pretese di Eni Rewind non possono, per nessuna ragione, sopravanzare e mortificare le garanzie a tutela della salute dei cittadini!”.
Inoltre il Comitato evidenzia alcuni aspetti “alla luce della nota a Sua firma del 24 settembre 2024 avente per oggetto: “Riscontro – Diffida Eni Rewind”.  In questa nota è scritto: “…Dunque, nella misura in cui il predetto Decreto Ministeriale n°27 del 2024 impone l’avvio dei lavori nel rispetto del vincolo regionale, è lo stesso Decreto ad autorizzare l’unica gestione alternativa al deposito preliminare dei rifiuti (D15), ossia mediante il deposito temporaneo nel rispetto della normativa vigente (…). Diversamente, la prescrizione ministeriale sull’avvio dei lavori nelle more della modifica del Paur si configurerebbe come una ‘prescrizione impossibile’ priva di oggetto (il che non è!). Pertanto il deposito temporaneo non necessita di alcuna variante del progetto di bonifica. Allo stesso tempo  salvo diverso e motivato avviso della Regione Calabria, non si ritiene che sussistano motivi ostativi a utilizzare la struttura esistente per il deposito preliminare D15 dei rifiuti pericolosi, ove idoneo per il deposito temporaneo di rifiuti pericolosi ai sensi dell’art.185 – bis del D.Lgs n°152 del 2006, e nel rispetto della normativa settoriale, previa formale comunicazione alla Regione Calabria, nella qualità di Autorità che ha rilasciato il Paur, nelle more della rimozione del vincolo e con salvezza del Paur medesimo”.
Il comitato fa notare al dirigente del Mase che “il Paur da lei richiamato, anche ed in particolare relativamente alle operazioni di deposito preliminare (D15) è chiaro e non soggetto ad interpretazioni forzate che ne stravolgerebbero il senso e le finalità oltre a determinarne un vero e proprio raggiro. A scanso di ogni equivoco ed a chiarimento, riteniamo opportuno riportare fedelmente quanto stabilito nel Paur (approvato il 2 agosto 2019) a proposito dell’utilizzo del deposito preliminare D15 e D9. “Prima dell’inizio delle attività di deposito va identificato il sito si smaltimento finale che, in accordo alle indicazioni dettate dalla Regione Calabria e dagli Enti territoriali della Calabria, deve trovarsi fuori regione”. Quindi – sostiene il comitato – le attività di deposito non possono essere iniziate se non a valle dell’individuazione dei siti di smaltimento finale dei rifiuti fuori dalla regione Calabria”.
In conclusione il comitato Fuori i veleni da Crotone ribadisce: “Per tanto il vincolo del Paur impone operazioni di bonifica rispettose di un percorso limpido e lineare a garanzia della tutela delle persone e del contesto ambientale che non ammette raggiri di sorta. Le Istituzioni hanno il compito di pretendere rispetto della legalità a tutela dell’interesse e del bene pubblico. In occasione della Sua venuta a Crotone oltre che rivolgerLe un saluto di benvenuto, per rendersi conto di persona della condizione in cui versa il SIN nel sito a seguito della mancata FASE 2 della bionica, Le sollecitiamo una più attenta valutazione affinché possa svolgere il Suo delicato ruolo di rappresentate dello Stato auspicando che queste nostre riflessioni possano essere utili ad una sua più attenta ed approfondita valutazione”.