Calcio & società
|Troppe disattenzioni nel calcio? Longo: è lo specchio di una società distratta
Il tecnico del Crotone denuncia il problema di molti allenatori nel tenere l’attenzione dei calciatori: è come quando vediamo un film e non riusciamo a stare senza guardare il telefono
CROTONE – “Io credo che abbiamo un grosso problema di attenzione da parte delle nuove generazioni, e probabilmente anche delle vecchie che si sono approcciati alla tecnologia, all’utilizzo dei media così in modo esasperato”.
Lo ha detto l’allenatore del Crotone rispondendo ad una domanda sui tanti gol segnati nel girone C del campionato di Serie C (314) che evidenziano una scarsa attenzione difensiva in tutte le squadre. “Abbiamo grossi problemi di disattenzione – ha sottolineato l’allenatore di calcio -. Io non credo che siamo impazziti: tutti gli allenatori si sono posti ad essere offensivisti a tutti i costi. Io però vedo un dato allarmante: ci sono momenti in cui si prendono imbarcate e sembra proprio che le squadre escano dal campo, i calciatori escono dal campo, proprio come se non hanno più quella capacità di rimanere in attenzione per 90 minuti. Io credo che la sfida futura per i giochi di squadra sarà proprio trovare il metodo per far sì che nel momento in cui ci si allena, nel momento in cui si gioca, si percepisca il fatto che bisogna stare lì per un periodo proprio di tempo”.
Il tecnico ammette il problema, che è uno specchio della società. Interessanti le sue parole: “Noi purtroppo ci sottraiamo a questo. Vi invito a pensare: quando vedete un film, quanta gente oggi è capace di vedere un film di un’ora e mezza senza, per esempio, guardare il proprio cellulare? O quanta gente all’interno di questa stanza è capace di stare un giorno senza cellulare? È la realtà che poi si riverifica in mezzo al campo. C ‘è veramente un alto grado di disattenzione. Io con Vincenzo, con il mio fido il secondo, alcune volte parliamo di follia. Ci sono momenti in cui tu non fai nulla, non ti sai spiegare come un calciatore possa uscire completamente dalla partita. E su questo, secondo me, noi siamo chiamati, noi allenatori a trovare un metodo una soluzione”.



