Inquinamento industrie
|Arpacal: alta radioattività da tenorm nel parcheggio ex Sasol, va subito bonificato
La relazione dell’agenzia regionale dopo le misurazioni del 30 ottobre scorso è stata resa nota dai consiglieri comunali Giancotti e Pedace
CROTONE – Il parcheggio dell’ex Sasol contaminato da tenorm va bonificato al più presto e comunque ne va impedito l’accesso con sistemi migliori di una semplice rete metallica. E’ quanto si apprende dal report di Arpacal sulla misurazione dei livelli di radioattività nei siti contaminati da metasilicati fosforici individuati nel marzo del 2020: si tratta appunto del parcheggio dell’ex Sasol e della rotatoria di via Fermi in località Passovecchio. L’attività è stata effettuata a seguito del consiglio comunale di Crotone del 15 ottobre 2024 che aveva discusso proprio del problema della presenza di tenorm nei due siti anche a seguito della trasmissione tv ‘Presa Diretta’.
Misurazioni post consiglio
Così, il 30 ottobre 2024 Arpacal ha effettuato un’attività di misura di tipo campale con l’intento di controllare lo stato della contaminazione già accertata e verificare l’attuazione delle prescrizioni che erano state già impartite a chi di competenza, al fine di contenere il rischio radiologico. L’esito di questi esami è contenuto nella relazione resa nota dai consiglieri comunali Carmen Giancotti (Gruppo Noi Moderati) ed Enrico Pedace (Consenso) che avevano fatto apposita richiesta di accesso agli atti all’agenzia regionale soprattutto per capire direttamente la situazione che era stata sminuita dal sindaco di Crotone, Vincenzo Voce, che aveva affermato di poter bere un bicchiere d’acqua dove c’erano i metasilicati.
Dalla lettura della relazione emergono conferme di dati già noti da tempo e che purtroppo continuano a restare tali riguardo all’uso del tenorm come materiale ‘inerte’ per riempimenti stradali. Il tenorm è un materiale che aumenta la radioattività naturale se non viene gestito secondo quanto prevede la legge. Arpacal, spiegando che la media mondiale per la dose annua effettiva generata dal fondo radioattivo naturale sia 2,4 millisievert nella sua relazione scrive: “Nel territorio crotonese interessato da anomalia radiometrica generata dalla presenze di scarti di lavorazione derivanti dalla industria chimica e contenenti radioattività naturale, in alcune aree del perimetro comunale si arriva a 6-7 volte il fondo naturale. Questa è la ragione per cui si considera oltre la radioattività naturale intrinseca propria del territorio, una componente della radioattività naturale impropria, cioè non tipica del luogo, ma introdotta da attività umane dedite alle trasformazioni di materie prime ricche di uranio e torio”.
Nessun intervento

Si capisce leggendo la relazione di Arpacal che, soprattutto nel parcheggio dell’ex Sasol, non è stato preso alcun accorgimento, mentre alla rotatoria di via Fermi è stata fatta una bonifica che ha ridotto i livelli di radioattività. Preoccupa quindi proprio il parcheggio dell’ex Sasol dove i valori misurati anche il 30 gennaio scorso confermano quelli del 2020: “Essi superano – si legge nella relazione – nella migliore delle ipotesi di circa 3 volte il fondo naturale; le misure di concentrazione di attività di radon eseguite a circa 40 cm dal suolo, sono una ulteriore dimostrazione della presenza dei figli del radon in particolare degli isotopi del Polonio 214, 218 e 210, tutti radioattivi e con qualche pericolosità nota ai radioprotezionisti”.
Arpacal ribadisce intanto la necessità di inibire l’area di circa 7.000 mq (prescrizione, aggiungiamo, assolta con una rete metallica facilmente amovibile) e sottolinea che non è pervenuto al mopmento alcun programma di caratterizzazione e messa in sicurezza.
L’agenzia regionale consiglia “vista la consistenza del materiale contaminante ritrovato, di procedere contestualmente al dimensionamento e alla caratterizzazione completa della contaminazione al fine di scongiurare la interazione con la falda acquifera”.
La messa in sicurezza del parcheggio ex Sasol spetta alla curatela fallimentare dell’azienda che, però, non ha le capacità finanziarie per procedere. Ricordiamo che il commissario per la bonifica del Sin, Emilio Errigo, appena qualche settimana fa aveva svolto un sopralluogo ipotizzando l’utilizzo di somme dell’Ufficio del commissario per la bonifica immediata in danno all’ex Sasol.
I consiglieri
“Con la relazione ricevuta da Arpacal – scrivono in una noita Giancotti e Pedace – possiamo finalmente dire che oggi abbiamo quei dati certi, scientifici, validati che in tanti hanno cercato di minimizzare in una sorta di incomprensibile e deleterio negazionismo. I dati che emergono sono abbastanza preoccupanti anche perché non solo non si realizza una vera Bonifica dei luoghi ma addirittura non si procede ad una inibizione dei siti contaminati che sono facilmente accessibili a tutti. I dati contenuti nel report confermano la nostra preoccupazione ed è grave che in Consiglio Comunale si sia smentita e sottovalutata, quasi con scherno, la pericolosità di questa specifica situazione. Sicuramente i metalsilicati fosforici non sono una bibita dissetante”.
Pedace e Giancotti ringraziano Arpacal e l’istituto “Ettore Majorana” per “la disponibilità e la professionalità che sta dimostrando di possedere per il nostro territorio. Da parte nostra, mettiamo a disposizione i documenti pervenuti per evidenziare l’urgenza di un intervento immediato nel rispetto del deliberato della Conferenza dei Servizi Decisoria del 24 Ottobre 2019 che prevede il conferimento dei veleni fuori da Crotone e fuori dalla Calabria”.


