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Crotone, Lino dipinge le cassette di luce, gas ed acqua arrugginite: l’amore del bello per il quartiere

“Quest’idea mi è venuta perché, ogni volta che passo da qui per tornare a casa, mi reca grande fastidio vedere cose vecchie, sporche, arrugginite, lasciate a sé stesse.

CROTONE – Nel quartiere di via interna San Leonardo, un signore di nome Michele Scida, detto “Lino”, ha trovato un modo unico per dare colore e vita alla sua comunità. Con pennelli e vernici Michele “colora” i contatori della luce dei condomini della zona, trasformando un dettaglio spesso trascurato in piccoli angoli di bellezza che illuminano, in tutti i sensi, le vie del quartiere.
Alla domanda su come sia nata la sua passione e la sua brillante idea, Michele risponde con una modestia disarmante: “Dipingere è una parola grossa, non esageriamo. Mi sono divertito a colorare”.
Eppure, dietro questo suo divertimento e diletto si cela un’intenzione nobile e ben precisa: “Quest’idea mi è venuta perché, ogni volta che passo da qui per tornare a casa, mi reca grande fastidio vedere cose vecchie, sporche, arrugginite, lasciate a sé stesse. Da qui passano anche molti turisti che si recano ai vari b&b della zona e pensavo che questo fosse un modo per distrarli dal degrado generale”.
Michele con pazienza e creatività si è dedicato a dipingere direttamente i contatori abbandonati, mentre per quelli in uso ha chiesto il permesso ai condomini suoi vicini e ha intenzione di continuare cercando di espandere il suo contributo il più possibile.
Da anni, con il suo lavoro silenzioso, cerca di valorizzare il quartiere: un’iniziativa che non solo contribuisce all’estetica del luogo ma invia anche un messaggio di cura e rispetto per gli spazi condivisi. Non è la prima volta che Michele mette il suo talento e la sua passione al servizio della città.
Da sei anni, infatti, è l’anima di un presepe che allestisce ai piedi delle mura di cinta del Bastione Don Pedro de Toledo del Castello Carlo V di Crotone. Con dedizione, crea le figure della Natività e si occupa da solo di abbellire la scena, sfruttando la luce dei lampioni che illuminano il castello.
Alcune delle sue figure rimangono fisse tutto l’anno, come una presenza rassicurante che accoglie residenti e turisti. Nel raccontare la sua storia, Michele ci svela una vita di umiltà e lavoro: “Ho fatto l’impiegato postale per tutta la vita. Da piccolo, sono andato alla scuola di avviamento perché, una volta, alle scuole medie ci andavano soltanto i cosiddetti ‘figli di papà’. I meno agiati frequentavano una scuola professionale e nel mio caso era una scuola di falegnameria”. E aggiunge, con una nota di orgoglio, che il palazzo in cui vive è stato costruito da suo padre, a cui lui stesso diede aiuto, imparando i trucchi del mestiere. Così, nel suo tempo libero, il signor Michele trasforma angoli trascurati in scorci di colore, regalando alla città un po’ della sua visione: che anche le cose più piccole, se curate con amore, possano fare la differenza.