Presentato all'Apollo
|La vita di Gerardo Sacco, nell’emozionante opera prima di Gianmaria Gaetano
Proiettato all’Apollo “Sono nessuno” il racconto della vita del maestro orafo crotonese realizzato da una troupe di giovani artisti
CROTONE – E’ tutto in quell’abbraccio del ‘vecchio’ orafo al giovane regista il senso del docufilm “Sono nessuno” che riesce in 30 minuti a raccontare l’essenza di una vita affascinante dal punto di vista artistico ed umano. Un abbraccio commosso tra Gerardo Sacco e Gianmaria Gaetano mentre la platea del teatro Apollo, in piedi, applaudiva alla fine della proiezione.
Il film d’esordio del giovanissimo regista crotonese è nato dalla voglia di Gianmaria Gaetano, 22 anni, di raccontare una delle eccellenze della sua terra. Quel maestro orafo che fin da bambino lo aveva affascinato con le sue creazioni. Laureato allo Ied di Milano, Gaetano aveva iniziato il docufilm su Gerardo Sacco come tesi.
Dalla tesi al film
“Sono cresciuto col racconto di Gerardo Sacco – ha detto il regista – perchè se sei di questa terra Sacco te lo raccontano per forza. E per la tesi di laurea, con i colleghi dell’Istituto europeo di Design di Milano Marco Mannarino, Stefano della Vedova e Marco Cruz, abbiamo deciso di girare un docufilm, che permettesse di unire al cinema la parte di cronaca, di racconto che invece è propria della tv”. Grazie alla produzione di Video Calabria, il docufilm è diventato qualcosa di grande e importante.
Un docufilm “come finora nessuno aveva mai fatto” lo ha definito lo stesso Sacco spiegando che “Gianmaria non ha seguito tutti gli altri focalizzandosi sui grandi nomi per cui ho realizzato gioielli, sul cinema, sull’amicizia con Franco Zeffirelli. Lui ha scelto di raccontare la mia vita, la mia storia, le mie sofferenze, i miei sacrifici, tirando fuori aspetti che raramente emergono”.

Le fasi dell’oreficeria
La narrazione si dipana attraverso le sette fasi di cui si compone la realizzazione di un gioiello, ciascuna delle quali viene legata ad una fase precisa della vita di Gerardo Sacco. Dalla ‘progettazione’, ovvero la nascita e la crescita tra mille difficoltà del giovane Sacco nella sua Crotone. In questa parte il racconto avviene attraverso una ricostruzione storica minuziosa dei luoghi dove Sacco ha vissuto, si è formato ed ha imparato l’arte. Bellissima la fotografia che permette, anche con l’uso sapiente della luce, di ricostruire le ambientazioni d’epoca come la bottega del barbiere (realizzata in una originale ed antica barberia di Caccuri rimasta intonsa). I vicoli del centro storico sono stati adattati all’epoca smontando le insegne moderne ed attaccando, ad esempio manifesti degli anni 50.
C’è poi la ‘modellazione’ quando Sacco va a scuola d’oreficeria a Valenza Po, ‘l’incastonatura’ quando muove i suoi primi passi nel mondo del cinema diventando amico di Zeffirelli e realizzando i gioielli per i film e le regie liriche del maestro fiorentino. C’è la ‘fusione’, che racconta non senza emozione la bella e straziante storia d’amore con l’amatissima moglie Anna; c’è la ‘finitura’ del gioiello che è quello che è diventata la Gerardo Sacco oggi anche grazie ai suoi figli e collaboratori. Ed infine l’incisione, ovvero, l’eredità che Sacco ha lasciato e lascerà alla sua terra.
Archivio Video Calabria
Il docufilm si avvale anche di tante immagini d’epoca ritrovate negli archivi di Video Calabria: la troupe guidata da Gaetano ha visionato ore ed ore di vecchi filmati su videocassetta poi digitalizzati. Il film si basa su una intervista realizzata a Gerardo Sacco nel museo di Capocolonna nella quale l’orafo ripercorre la sua vita piena di aneddoti (una intervista di oltre due ore, ci ha svelato il regista). Su questa base è stata perfezionata la sceneggiatura per realizzare il cortometraggio: “Abbiamo letto più volte la sua biografia – prosegue Gaetano – estrapolando quelli che ci sembravano i passaggi più significativi. Poi abbiamo realizzato l’intervista, all’interno del museo archeologico di Capocolonna per richiamare le origini e le fonti di ispirazione del maestro. Quindi abbiamo girato le parti che compongono la ricostruzione storica della vita del maestro, girate quasi interamente a Crotone impiegando 25 attori calabresi”.

Genio e uomo
Dal film emerge il genio di Gerardo Sacco che decide di scommettere su se stesso, l’estro artistico mai scontato che l’ha portato a “vincere un prestigioso premio come azienda capace di coniugare tradizione ed innovazione”, ma anche il Gerardo marito e padre.
“Questi ragazzi mi hanno fatto piangere e ridere – ha affermato al termine della proiezione Gerardo Sacco – e quando si riesce in questo, allora il successo è assicurato”. Particolarmente significative le parole di Gianmaria Gaetano, quando ha sottolineato la scelta di portare a lavorare in Calabria anche ragazzi di altre regioni “per dimostrare che qui si può lavorare bene. Perché non dobbiamo limitarci a far tornare in Calabria i giovani che vanno a studiare fuori; dobbiamo fare qualcosa per portare qui anche tutti gli altri”.
Distribuzione
Alla proiezione hanno preso parte anche il prefetto di Crotone Franca Ferraro, il sindaco Vincenzo Voce, l’amministratore delegato di Fincalabra Alessandro Zanfino, il presidente di Unindustria Calabria Aldo Ferrara, il direttore generale del Dipartimento sviluppo della Regione Calabria Paolo Praticò, il project manager di Calabria Film Commission Giampaolo Calabrese. Il film parteciperà ad alcuni festival e poi verrà distribuito per il grande pubblico.

