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Il Pd diffida Eni Rewind ed il Mase: rifiuti all’estero non a Columbra

I Dem ricordano l’imminente udienza davanti al Tar e sollecitano il Ministero a prendere atto delle discariche individuate all’estero

CROTONE – Il segretario provinciale del Pd ed i sindaci dei comuni di Scandale, Santa Severina e Strongoli hanno depositato un atto stragiudiziale di diffida e messa in mora per sollecitare Eni Rewind ed il ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica ad astenersi dall’avvio dei lavori di bonifica sui suoli e sulla discarica di Pertusola Sud. Due le motivazioni principali: il giudizio in corso davanti al Tar per l’annullamento del decreto di approvazione del piano stralcio degli interventi, l’individuazione di discariche in Germania e in Svezia in grado di smaltire i rifiuti pericolosi della bonifica.

A parere dell’avvocato Francesco Pitaro, legale dei Dem, sarebbe venuto meno il quadro fattuale che aveva portato all’adozione del decreto direttoriale del Mase, che ha autorizzato ad agosto della scorsa estate il conferimento dei rifiuti a Crotone, nella discarica di località Columbra, sul presupposto, appunto, dell’inesistenza di altre discariche in Italia ed all’estero in grado di accoglierli. Decreto già impugnato dagli stessi attori che hanno ottenuto nei mesi scorsi – insieme a Regione, Provincia e Comune depositari di altri tre ricorsi – la fissazione dell’udienza di merito il 19 febbraio prossimo.

Ricordando che i giudici amministrativi di Catanzaro hanno accolto il ricorso ritenendo “le esigenze di parte ricorrente apprezzabili e tutelabili adeguatamente con la sollecita fissazione del giudizio del merito”, l’avvocato ribadisce che “il decreto ministeriale del 1/8/2024 è frutto di una illegale ed illegittima Conferenza dei servizi svoltasi contra ius e senza aver tenuto conto delle posizioni prevalenti espresse dalla Regione Calabria e dal Comune di Crotone e dalla Provincia di Crotone che hanno manifestato il loro dissenso rispetto al mantenimento delle scorie nella città di Crotone e in Calabria”

La vexata quaestio, com’è noto, riguarda il Paur, l’autorizzazione unica regionale che obbliga la multinazionale a conferire i rifiuti pericolosi della bonifica fuori dalla Calabria. Un obbligo mai venuto meno, neanche dopo la conferenza dei servizi decisoria che ha optato la scorsa estate per la sua abrogazione, allo scopo di dare via libera allo smaltimento delle scorie in quel di Columbra, a due passi della città. La Regione non ne vuole infatti sapere di rimuovere il vincolo, mentre da parte sua “Eni Rewind non ha mai dato esecuzione a tale obbligo posto all’interno di atti amministrativi efficaci ed esecutivi” si legge ancora nell’atto stragiudiziale di diffida e messa in mora.

La società ha annunciato l’avvio dei lavori di bonifica ed il conferimento dei rifiuti pericolosi a Columbra. Le operazioni inizieranno lunedì 20 gennaio. Dal momento che il Paur (l’obbligo di portare i rifiuti fuori dai confini calabresi) è tuttora in vigore, Regione e Comune hanno già diffidato Eni Rewind a non aprire cantieri e Sovreco a non accogliere i rifiuti pericolosi a Columbra. Intimazioni alla quale si aggiunge ora quella della Federazione provinciale del Pd e dei sindaci di Scandale, Santa Severina e Strongoli, alla luce dell’imminente udienza davanti al Tar e dello scouting che ha consentito alla stessa multinazionale d’individuare quattro discariche fuori dai confini nazionali.